GdF: Vibo Valentia e Pescara, scovate e distrutte due coltivazioni illegali di cannabis

Giuseppe Magliocco

La stagione estiva è periodo di massima rigogliosità per molte piante, anche della “cannabis indica” dalla quale si ricava un noto stupefacente, e questa è una particolarità che gli uomini della Guardia di Finanza ben conoscono andando, specie nei mesi più caldi, a caccia di coltivazioni illegali (ma molto remunerative) come queste.
Significative, proprio al riguardo, sono due nuove operazioni condotte dai finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia e da quelli del Reparto Operativo Aeronavale di Pescara.
Nella prima operazione i militari della GDF vibonese hanno individuato, in una zona piuttosto impervia sita nel territorio del comune di Filadelfia (VV), una coltivazione di cannabis ricavata tra la macchia mediterranea e ben camuffata tra alberi di alto fusto; una coltura estesa per circa 1.500 mq. che accoglieva numerose piante alte fino ad un metro e mezzo in procinto di essere raccolte e trasformate un “fumo”.
I finanzieri, una volta localizzato l’appezzamento, hanno atteso che sul posto si presentassero i responsabili della coltura (un 44enne con precedenti specifici per droga ed un 58enne incensurato) che sono stati così colti in flagranza di reato e sottoposti agli arresti.
Secondo le fiamme gialle il raccolto di marijuana, per un peso complessivo di circa 4 quintali, avrebbe fruttato un guadagno stimabile in almeno 1.000.000 di euro.
La seconda operazione ha invece avuto per teatro un’altra zona rurale di difficile accessibilità sita in contrada Colle Orlando, nel territorio del comune di Pescara, ed anche in questo caso la piantagione di “cannabis indica”, oltre ad essere ben organizzata con tanto di impianto d’irrigazione, fertilizzanti e pali di sostegno, era perfettamente camuffata dalla circostante vegetazione che ne rendeva difficoltosa l’individuazione dall’alto.
A differenza della coltivazione scovata nel vibonese, in quella pescarese sono stati comunque gli elicotteri del locale Reparto Operativo Aeronavale ad atterrare direttamente sul sito dopo avervi fatto convergere le pattuglie da terra per garantire un’adeguata cornice di sicurezza all’operazione ed impedire l’eventuale fuga dei responsabili, che sono però al momento ancora sconosciuti, anche se le indagini volte alla loro individuazione sono già state avviate.