Genova: la DIA sequestra beni per circa 2 milioni di euro

Roberto Imbastaro

Il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia genovese ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale di Caltanissetta –Sezione Misure di Prevenzione il sequestro antimafia di numerosi beni mobili ed immobili riconducibili a LO IACONO Antonino (ma intestati prevalentemente ai suoi familiari, che li possedevano non dimostrando un’idonea capacità reddituale) il quale, pur essendo residente a Genova, sin dagli anni ‘80 è stato considerato elemento di spicco del "clan MADONIA", operante nella provincia nissena ma anche nel nord Italia e facente capo al boss MADONIA Giuseppe detto "PIDDU", considerato capo indiscusso del proprio clan e "numero 2" di "Cosa Nostra", attualmente detenuto e sottoposto al regime del 41bis.

In particolare il LO IACONO Antonino, condannato   complessivamente nel 2003 ad anni 20 di reclusione per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, godeva della massima fiducia da parte del MADONIA e costituiva "l’appendice" della "famiglia" di "Cosa Nostra" di Vallelunga Pratameno (CL) in Genova, anche per la gestione delle estorsioni nell’Italia settentrionale e per il reimpiego dei proventi derivanti dal traffico di sostanze stupefacenti in investimenti immobiliari.

Attualmente, inoltre, il LO IACONO, al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute, con permesso di assentarsi per svolgere attività lavorativa, è imputato per mafia davanti al Tribunale di Caltanissetta proprio per la sua presunta appartenenza a  "Cosa Nostra".    

Tra i beni posti sotto sequestro vi sono Conti Correnti bancari e postali, abitazioni, terreni, negozi e magazzini, siti nei Comuni di Genova, Campomorone (GE), S. Stefano D’Aveto (GE), S. Agata Fossili (AL) e Vallelunga Pratameno (CL) e una società unipersonale di asfaltatura strade, con relativi beni strumentali, operante a Genova e assegnataria di numerosi appalti presso alcuni Comuni dell’Alta Valpolcevera; proprio nel comune nisseno il LO IACONO divideva la proprietà di un grosso fabbricato con il boss "PIDDU" MADONIA la cui parte era stata già sequestrata e confiscata con analogo provvedimento antimafia eseguito nei confronti di quest’ultimo.

La proposta del Centro Operativo D.I.A. di Genova, formulata a firma del Direttore, Gen. D. CC Antonio GIRONE, è stata richiesta in forza della Legge 125 del 2008 (c.d. pacchetto sicurezza) che consente di applicare disgiuntamente le misure di prevenzione antimafia patrimoniali dalle misure personali.

All’esecuzione ha collaborato anche il Centro Operativo D.I.A. di Caltanissetta