Gioia Tauro: 8 quintali di cocaina distrutti dalla Guardia di Finanza

Leonardo Ricci

Cocaina purissima per 800 kg., proveniente dai sequestri effettuati nel corso di quest’anno all’interno del porto di Gioia Tauro (RC), sono stati distrutti questa mattina dai finanzieri del locale Comando Provinciale.L’ingente quantitativo di “polvere bianca”, bruciato presso un inceneritore la cui ubicazione non è stata resa nota per ragioni di sicurezza, ha richiesto un imponente servizio di scorta che è stato coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e che ha permesso di trasportare la droga dal luogo dove era custodita sino a quello dov’è stata bruciata.La cocaina che viene sequestrata nello scalo portuale calabrese presenta un grado di purezza molto elevato (generalmente del 90%), ma giunge sul mercato clandestino dopo essere stata tagliata dai trafficanti almeno quattro volte.Ciò fa si che il guadagno delle organizzazioni di ‘ndrangheta che gestiscono il traffico aumenti di molto, considerato che le dosi, predisposte su una pezzatura da un grammo, vengono rivendute a circa 50 euro ciascuna.Da qui il conteggio diviene dunque facile, la cocaina sequestrata e oggi distrutta dalla Guardia di Finanza avrebbe fruttato alle cosche calabresi un guadagno di almeno 160 milioni di euro.   Le cifre in questione dimostrano in maniera chiara quali siano gli interessi economici in gioco e quale sia il ruolo di leadership che la ‘ndrangheta calabrese ha raggiunto nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, traffico che gestisce grazie ai contatti diretti che vanta con i “narcos” sudamericani e dal quale continua a trarre la sua principale fonte di reddito.