Gli Stati Uniti hanno vietato la vendita di nuovi router Internet consumer di fabbricazione straniera per motivi di sicurezza nazionale.
In un aggiornamento pubblicato il 23 marzo scorso nell’elenco dei dispositivi ritenuti non sufficientemente sicuri per l’uso, la Federal Communications Commission (FCC) ha aggiunto tutti i router di fascia consumer fabbricati al di fuori degli Stati Uniti. Il provvedimento equipara i router – ampiamente utilizzati nelle abitazioni e nelle aziende per connettere computer, telefoni, televisori e altri dispositivi a Internet – ai droni di fabbricazione straniera, vietati alla fine dello scorso anno.
“Soggetti malintenzionati hanno sfruttato le falle di sicurezza nei router di fabbricazione straniera per attaccare le famiglie americane, interrompere le reti, consentire lo spionaggio e facilitare il furto di proprietà intellettuale”, ha affermato la FCC.
Sebbene le persone potranno ancora utilizzare i router di fabbricazione straniera già in loro possesso, il divieto si applica a tutti i “nuovi modelli di dispositivi”. Il divieto deriva dalla crescente preoccupazione, emersa nell’ultimo anno, che i router rappresentassero un punto di facile accesso per soggetti malintenzionati.
Commento di Harm Teunis, Security Evangelist di ESET NL
“Il divieto statunitense sui router di fabbricazione straniera sottolinea quanto la sovranità digitale e l’autonomia tecnologica siano diventate temi centrali nella strategia di sicurezza informatica. La decisione riflette la crescente consapevolezza che tutti i nostri dispositivi di uso quotidiano si trovano in prima linea rispetto al rischio informatico. I router, così come altri dispositivi per la casa intelligente, vengono spesso trascurati. Si tende a dimenticare la necessità di aggiornarli regolarmente. Il che è rischioso, considerando che sono direttamente esposti a Internet. Questo li rende un bersaglio appetibile sia per i criminali informatici che per gli attori sponsorizzati dagli Stati.
Tuttavia, concentrarsi esclusivamente sul paese di produzione di un dispositivo rischia di semplificare troppo gli aspetti. Le vulnerabilità di sicurezza non derivano solo dal paese in cui vengono prodotti i dispositivi. Derivano anche da firmware carenti, mancanza di consapevolezza digitale degli utenti. La resilienza dipende in ultima analisi dall’applicazione di standard di sicurezza rigorosi su tutti i dispositivi connessi a Internet, indipendentemente dal loro luogo di origine. E bisogna assicurarsi che ciò faccia parte anche della fiducia e degli standard della supply chain.
In sintesi occorre assicurarsi che i router vengano aggiornati regolarmente, e serve trattare l’hardware di rete specificamente come parte integrante della propria infrastruttura critica e sostituire i dispositivi non più supportati, assicurandosi di formattare correttamente i vecchi router dismessi, visto che possono ancora contenere dati aziendali sensibili. Dobbiamo smettere di trattare le nostre apparecchiature di rete come un componente che acquistiamo, installiamo e di cui ci dimentichiamo.”






