Guardia Costiera: forte impegno contro le Ecomafie

Roberto Imbastaro

Il contributo delle Capitanerie di Porto nell’accertamento dei reati ambientali nel 2010 è quasi raddoppiato, passando dai 3.622 del 2009 ai 6.734 dello scorso anno.

È quanto risulta dal rapporto Ecomafia 2011 che questa mattina Legambiente Onlus ha presentato a Roma.

L’elaborato annuale precisa il particolare impegno svolto dalle Capitanerie sul ciclo dei rifiuti nell’Italia meridionale, dove in Calabria il Corpo nel 2010 ha più che triplicato la propria attività repressiva.

In Sicilia, inoltre, i dati forniti da Legambiente segnalano un numero di infrazioni perseguite dalla stessa Guardia Costiera sul ciclo del cemento che supera il 50 per cento della totalità dei reati accertati.