Guardia di finanza: scoperta frode in "alta quota"

Leonardo Ricci

Avevano pensato bene di accedere ai sostanziosi fondi stanziati dall’Unione Europea per il sostentamento delle attività di produzione agricola attraverso la presentazione di documentazioni false, ma il loro raggiro si è concluso con il sequestro di beni per 300.000 euro.

E’ questo il frutto di un’indagine condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Torino nei confronti di due imprenditori agricoli attivi nel settore dell’allevamento dei bovini, tra l’altro già denunciati nel 2012 per indebita percezione di erogazioni pubbliche.

I militari della Guardia di Finanza, avvalendosi della preziosa collaborazione resa dal personale del Corpo Forestale delle Stato, avevano infatti dimostrato che i due allevatori, tra il 2006 e il 2011, avevano preso in affitto – a prezzi irrisori – centinaia di ettari di alpeggi in alta quota per il pascolo degli animali.

Tutto ciò al fine di aumentare la superficie agricola indicata nelle domande di contributo per i premi produttivi riconosciuti dall’Unione Europea nell’ambito della Politica Agricola Comune.

Le aziende interessate dalle indagini, in realtà, non avevano mai utilizzato quegli impervi pascoli montani e la relativa documentazione, talvolta riferita a contatti di affitto falsi, era stata presentata al solo scopo di arrivare alle maggiori quote possibili di finanziamento garantite dai fondi comunitari.

A conclusione delle indagini le Fiamme Gialle hanno così proceduto ad apporre i sigilli su conti correnti bancari, titoli finanziari, 10 ettari di terreni agricoli ed alcuni immobili nelle disponibilità dei due artefici della frode, per un ammontare complessivo stimato in oltre 300.000 euro che, in caso di condanna definitiva, tornerà nelle casse dello Stato per finanziare vere attività agricole ed altre iniziative produttive.