Hashish dall’Olanda: la GdF arresta 6 trafficanti

Gian Luca Berruti

Con un’operazione scattata in contemporanea tra la Guardia di Finanza e la Polizia Olandese è stata smantellata un’organizzazione internazionale di trafficanti di droga, che ha portato all’arresto di 6 responsabili ed al sequestro di 200 kg. di hashish nascosti in fustini di detersivo.

La collaborazione tra le Fiamme Gialle italiane e la Polizia dei Paesi Bassi era già stata avviata dallo scorso anno, sulla scorta di un comune filone investigativo sviluppato nei confronti di una pericolosa associazione di narcotrafficanti, prevalentemente composta da cittadini olandesi, che aveva base nella città di Eindhoven.

Secondo gli inquirenti, la stessa associazione era in grado di organizzare mensilmente la spedizione di grosse partite di hashish, da inviare in diversi Paesi dell’Unione Europea tra cui l’Italia, per un volume d’affari stimato in diversi milioni di euro.

Lo stupefacente “commercializzato” dalla banda olandese è conosciuto col nome di “jacket” e si differenzia nettamente dalla meno pregiata varietà magrebina, ben più diffusa sulle piazze dello spaccio clandestino.

Il referente italiano della banda, in particolare, è accusato di essere il destinatario di una partita di hashish da 2 quintali sequestrata dagli uomini della Guardia di Finanza lo scorso novembre nei pressi del casello autostradale di Bruere (TO).

In quell’occasione la partita di droga era stata occultata all’interno di fustini di detersivo, con l’evidente intento di sviare l’acutissimo fiuto dei cani anti-droga, e avrebbe potuto fruttare ai trafficanti una somma di circa 2 milioni di euro.

Come acconto per il medesimo carico di hashish, il trafficante italiano aveva consegnato a due emissari olandesi una borsa contenente 330.000 euro in contanti.

Dopo il sequestro della droga, però, lo stesso narco-trafficante italiano si era recato più volte in Olanda per ricevere altra merce, visto che i suoi fornitori olandesi avevano cominciato a muoversi con estrema circospezione temendo di poter essere individuati.

Alcuni mesi di calma apparente li avevano forse illusi che le indagini sulle loro attività si fossero fermate a quel sequestro, almeno fino allo scattare dell’operazione odierna che ha segnato la parola fine alle loro attività.