Hashish sotto il sedile: due arresti a Monreale

Massimo Scambelluri

Nell’ambito dei continui servizi di prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, disposti dal Comando Gruppo di Monreale, a seguito anche di numerose segnalazioni dei cittadini della zona, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Monreale, hanno tratto in arresto un 20 enne, e una 25 enne di Messina.
Ieri, i militari di pattuglia, ha notato un’autovettura, Fiat Panda, con a bordo i due giovani transitare sulla circonvallazione di Monreale. L’autovettura ha immediatamente insospettito i Carabinieri, trattandosi di un mezzo che non era mai stato notato prima e gli occupanti non erano conosciuti. Pertanto, dopo aver richiesto rinforzi anche di personale in abiti civili, i Carabinieri hanno provveduto a fermare il veicolo per identificarne gli occupanti e sottoporli a perquisizione personale.
L’immediata perquisizione sul posto del veicolo e del conducente consentiva di rinvenire subito, nella disponibilità del ragazzo, circa cinque grammi di cocaina confezionata in un involucro di cellophane. Nel corso della perquisizione non sfuggiva ai Carabinieri l’atteggiamento nervoso della donna. Pertanto, si decideva di condurla in Caserma per essere sottoposta a perquisizione personale da parte del personale femminile dell’Arma di Monreale. Qui i sospetti hanno trovato conferma. Infatti, dopo che la perquisizione della ragazza ha avuto esito negativo, i Carabinieri della Compagnia di Monreale hanno deciso di chiamare, in loro ausilio, le unità cinofile dell’Arma. A questo punto è entrato, nuovamente in azione il cane "Lucas", che la settimana scorsa, aveva fatto trovare agli uomini di Monreale quasi 6 Kg di hashish. Il fiuto infallibile dell’animale, ha consentito, infatti, immediatamente di rinvenire nascosto in un vano ricavato sotto il sedile anteriore del lato passeggero, un involucro di oltre 500 grammi di hashish.
Riscontrata la detenzione finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente i due giovani venivano dichiarati in stato di arresto e, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti in carcere.