I criminali informatici sfruttano l’infrastruttura di Hugging Face per diffondere malware

Bitdefender ha pubblicato una nuova ricerca che mette in guardia da una campagna RAT (Remote Access Trojan) attiva che prende di mira gli utenti Android e sfrutta l’infrastruttura di Hugging Face per ospitare e distribuire payload dannosi.

Hugging Face è un popolare servizio di hosting online che permette di ospitare modelli di machine learning e offre agli utenti uno spazio dove condividere i propri modelli open source, set di dati e altri strumenti utili a ricercatori e sviluppatori.

Purtroppo, lo spazio offerto da Hugging Face può essere sfruttato anche dai criminali informatici per attività dannose, dato che la piattaforma sembra non disporre di filtri significativi per controllare i contenuti caricati dagli utenti. Secondo quanto riportato tutti i file caricati vengono analizzati con ClamAV, un motore antivirus open source.

Una volta installato, il malware permette il monitoraggio e la registrazione in tempo reale delle attività sullo schermo, oltre al furto di credenziali, alla raccolta dei dati e alla loro esfiltrazione.

La campagna, tuttora in corso, combina tecniche di social engineering, falsi prompt di aggiornamento, l’abuso dei servizi di Accessibilità di Android e il polimorfismo lato server, generando nuovi payload circa ogni 15 minuti per eludere il rilevamento.