I servizi finanziari in prima linea nella trasformazione digitale

redazione

Le organizzazioni del settore finanziario sono le più ottimiste quando si tratta di trasformazione digitale: a rivelarlo un’analisi dei dati che emergono dallo State of Application Strategy Report di F5[1], che mostra come il 100% delle organizzazioni intervistate dichiari di essere impegnato nel percorso di trasformazione digitale, rispetto all’84% dello scorso anno.

Il 75% circa di queste organizzazioni ha anche intrapreso iniziative per l’automazione dei processi operativi e la maggior parte di esse guarda con attenzione al business assistito dall’intelligenza artificiale.
Allo stesso tempo, anche la telemetria assume un ruolo sempre più interessante per le organizzazioni del settore, dal momento che i responsabili dell’azienda desiderano potersi avvalere di informazioni sui dati sempre più ricche e fruibili.

“Il COVID-19 ha accelerato notevolmente la trasformazione digitale globale portandola verso un futuro sempre più data-driven”, spiega Lori MacVittie, Principal Technical Evangelist, Office of the CTO di F5. “Oggi vediamo un numero sempre maggiore di aziende in ambito finance abbracciare il cloud pubblico e SaaS, accelerare rapidamente le operazioni di intelligenza artificiale (AIOps) e desiderare tecnologie di sicurezza e delivery delle app facili da implementare, che offrano i dati necessari a chi deve prendere decisioni di business”.

La modernizzazione delle app è il cardine della trasformazione digitale

L’analisi SOAS di F5 rivela, inoltre, che le organizzazioni di servizi finanziari si distinguono anche per la capacità di guidare l’espansione digitale, con particolare attenzione all’automazione dei processi aziendali, all’orchestrazione e alla creazione di esperienze digitali più fluide. 

Ben il 70% delle organizzazioni di questo settore ha già raggiunto questi risultati e, anche se è ormai in una posizione di leadership, continua ad accrescere il proprio impegno dal punto di vista dell’automazione e dell’orchestrazione (13%) oltre ad aver promosso un numero molto maggiore (40% in più rispetto allo scorso anno) di progetti di modernizzazione delle applicazioni.

4 su 5 degli intervistati nell’ambito dei servizi finanziari (esattamente l’83%) affermano di avere in corso progetti di modernizzazione delle applicazioni, in particolare associati all’IT service desk e alle funzioni del servizio clienti, seguiti da quelli finanziari.

Per tale modernizzazione, quasi tre quarti (71%) degli intervistati utilizza anche la tecnologia API, con una percentuale più alta rispetto a tutti gli altri settori di mercato. In parallelo, sotto la spinta dell’home banking, nel corso dell’ultimo anno le organizzazioni dei servizi finanziari hanno pubblicato molte più API di qualsiasi altra azienda nei diversi settori verticali. Sviluppi che hanno portato gli intervistati dei servizi finanziari a segnalare un volume medio di oltre 10 milioni di chiamate API al mese, con una crescita dal 10% nel 2020 al 48% nel 2021.

Le strategie multi-cloud complesse sono diventate la norma

In base al report F5, il 21% delle aziende finance prevede di aumentare le proprie implementazioni di cloud pubblico, rispetto a solo il 15% degli intervisti in altri settori. Una larga maggioranza continuerà a gestire contemporaneamente applicazioni e architetture tradizionali e moderne e l’87% degli intervistati afferma di riuscire a destreggiarsi molto bene tra di esse, con un salto di 11 punti rispetto allo scorso anno.

In effetti, quasi la metà delle organizzazioni finanziarie gestisce cinque diverse architetture (con un incremento di 30 punti in più rispetto al 2020), un numero maggiore rispetto alle aziende di altri settori.

Dal punto di vista tecnologico, il report SOAS ha rilevato che il 9% delle organizzazioni di servizi finanziari sta già ospitando sull’edge la sicurezza delle applicazioni e la tecnologia di delivery e il 66% sta pianificando implementazioni edge entro il prossimo anno, anche se il dato è leggermente inferiore alla media degli altri settori (76%). In ambito finanziario, probabilmente, gli aspetti legati alla sicurezza e alla compliance, che spesso coinvolgono risorse che l’organizzazione non controlla, contribuiscono a frenare un po’ l’adozione dell’edge; nonostante questo, in un prossimo futuro, con la diffusione dell’edge development, sarà più facile anche per queste organizzazioni abbracciare l’edge per più scopi.

Le tecnologie per la sicurezza e la delivery delle applicazioni e devono essere applicate ovunque

Circa due terzi delle aziende finance intervistate applica a tutti i componenti per la modernizzazione delle applicazioni (come le API) SLA relativi a tempi di risposta, uptime e affidabilità del servizio che, in particolare, è fondamentale per garantire i risultati di business. Il 95% delle organizzazioni intervistate ritiene che in questo contesto i dati che provengono dalle soluzioni di delivery e sicurezza delle applicazioni siano “importanti” per mantenere l’IT allineato ai risultati di business. 

Tre quarti delle organizzazioni (76%) ritiene che la protezione dei dati dei clienti sia un aspetto prioritario per le soluzioni di sicurezza e delivery delle applicazioni, il che spiega il persistere di alcuni dubbi sull’ospitare queste tecnologie nel cloud. Attualmente in ambito finance solo il 57% lo fa, rispetto al 70% delle aziende degli altri settori.

La disponibilità multi-cloud delle soluzioni di sicurezza e delivery delle applicazioni rappresenta quindi un aspetto imprescindibile per il settore dei servizi finanziari e il 92% ritiene ugualmente importante poter distribuire le soluzioni di sicurezza delle applicazioni in cloud e nei data center on-premises.

“Il fatto che le aziende dei servizi finanziari diano così tanta importanza alla disponibilità del multi-cloud è dovuto sia alla crescente percentuale di organizzazioni che gestiscono più architetture, sia al desiderio di semplificare la gestione delle applicazioni critiche nei diversi ambienti”, aggiunge Lori MacVittie.

Le organizzazioni dei servizi finanziari hanno i dati, ma mancano le competenze
Anche se il settore dei servizi finanziari si sta muovendo rapidamente nella maggior parte degli ambiti della trasformazione digitale, solo il 5% degli intervistati ritiene che i propri dipendenti IT abbiano tutte le competenze necessarie rispetto all’automazione e all’orchestrazione. Secondo il 98% degli intervistati mancano le conoscenze necessarie, in particolare rispetto a eventuali criticità delle applicazioni, come il degrado prestazionale e gli attacchi informatici.

Il report SOAS mostra, inoltre, come la maggior parte delle organizzazioni abbia un bisogno crescente di telemetria e degli strumenti necessari per metterla in atto, oltre della capacità di promuovere il cambiamento culturale per le varie divisioni di business che utilizzano le informazioni sui dati a supporto delle decisioni strategiche.

L’AI migliorerà l’adattabilità 
Rispetto all’intelligenza artificiale, l’81% delle organizzazioni di servizi finanziari dichiara di utilizzare l’IA, o di volerlo fare entro la fine del 2022. Anche in questo ambito, circa il 50% degli intervistati ritiene che il deficit di competenze e l’integrazione degli strumenti siano le due delle sfide principali. 

“I risultati di quest’anno mostrano come le organizzazioni di servizi finanziari abbiano notevolmente accelerato le propria trasformazione digitale”, ha aggiunto MacVittie. “Per fare ulteriori progressi verso un business abilitato dall’IA, avranno bisogno di una strategia applicativa che includa soluzioni tecnologiche di sicurezza e delivery delle applicazioni in grado di ‘seguire’ le applicazioni in più ambienti, incluso l’edge. Ritengo che la capacità di gestire più architetture contemporaneamente sarà la norma anche in futuro e questo renderà la disponibilità del multi-cloud un fattore sempre più critico. Solo soluzioni multi-cloud facili da utilizzare potranno fornire la telemetria necessaria per ottenere i giusti insight e abilitare l’AIOps, soddisfando così le aspettative della trasformazione digitale di offrire esperienze migliori ai clienti e garantire performance sempre più elevate”.