Il nuovo centro meteo europeo inaugurato al Tecnopolo di Bologna: il data center che coniuga transizione digitale e ambiente

Giacomo de Santis

Il progetto, iniziato nel 2017 con il lancio di una gara internazionale per individuare una nuova sede dove installare i nuovissimi supercomputer Atos del Centro Meteo Europeo Ecnwf. Su proposta del Governo Italiano e della Regione Emilia Romagna si è candidata l’area del Tecnopolo bolognese proposta che ha trovato subito gradimento da parte di tutti i membri della Commissione europea e così nel 2018 sono iniziati i lavori di costruzione che hanno portato nel giro di due anni e mezzo alla realizzazione dell’Emilia Romagna Data Valley struttura che ospiterà l’80% della capacità di supercalcolo nazionale e il 20% di quella europea con applicazioni pratiche in tutti i settori; transizione ecologica e lotta ai cambiamenti climatici, transizione digitale, sanità, tempi delle città, e logistica, imprese e processi produttivi sensibili, agricoltura. Questo nuovo hub si è reso necessario in quanto l’attuale sede inglese di Reading è risultata inadeguata ad ospitare i nuovi sistemi di rilevamento dati. La nuova struttura vuole consentire a Ecmwf di raggiungere gli obiettivi strategici prefissati come migliorare significativamente le previsioni delle temperature e dei venti e rendere le previsioni a lungo termine giornaliere, anziché bisettimanali, questi miglioramenti consentiranno di fare un grande passo avanti anche nella prevenzione di eventi meteo estremi. Il Centro Meteo Europeo è solo la prima delle infrastrutture che troveranno sede al Tecnopolo di Bologna qui verrà installato anche il Supercomputer europeo Leonardo e sta nascendo una vera e propria cittadella della scienza che si prefigge come obiettivo quello di riunire le più importanti istituzioni scientifiche e della ricerca italiani. 25 fra ingegneri elettrici e meccanici costituiranno lo staff senior al completo che farà funzionare questo centro unitamente a personale operativo H24 impiegato per monitorare le prestazioni dell’edificio, dei sistemi, delle applicazioni e servizi e 

analisti hardwere e softwere non solo per i supercomputer ma per tutti i sistemi di supporto e quello di trattamento dei dati. In questi giorni tutte le attrezzature informatiche sono sottoposte ad una serie di test, operativi e di affidabilità. Attualmente funzionanti in parallelo con il centro di Reading e il SUO Cray Hpct che, gradualmente, passerà le consegne definitive alla Data Valley Bolognese entro maggio 2022 che prenderà carico di tutte le attività operative e di ricerca. Entro la stessa data anche tutta la gestione dei Dati (Dhs) si sposterà da Reading a Bologna. 

Sicuramente sentiremo molto parlare di questa nuova Data Valley che nel prossimo quadriennio rappresenterà l’eccellenza Europea ed italiana in questo settore.