Industria manufatturiera: come la Servitization aiuta le imprese a competere

redazione

Pubblicato da Cefriel, centro di innovazione digitale fondato dal Politecnico di Milano, il nuovo white paper Servitization: come arricchire l’offerta di prodotti con servizi digitali”. Il testo – a cura di Stefano Iaconelli e Nadia Scandelli di Cefriel – spiega il significato di Servitization e presenta vantaggi, punti di attenzione, legame con le tecnologie digitali e casi d’uso virtuosi legati all’adozione di un percorso di servitizzazione in ambito manifatturiero.

Oggi più che mai le aziende devono adattarsi a repentini cambi di visione e domanda da parte dei clienti, innovandosi costantemente per rimanere competitive sul mercato. In questo contesto, gli studi disponibili evidenziano già la rilevanza dei processi di Servitization nelle aziende manifatturiere, nonostante le ampie differenze tra i Paesi dovute a molteplici fattori, fra i quali la diversità culturale, l’avversione al rischio, la disponibilità di skill tecniche e di tecnologie abilitanti. In Italia, dati recenti evidenziano come, nonostante risultino ancora predominanti i modelli di business tradizionali legati alla vendita di prodotti, più della metà dei produttori di macchinari (il 57%) abbia implementato una strategia mirata allo sviluppo di offerte basate su servizi.

“La ‘Servitization’ – spiega Stefano Iaconelli, Senior Software Architect e Project Manager di Cefriel e autore del white paper – è un processo strategico di innovazione in cui le aziende integrano i loro prodotti con servizi a valore aggiunto. Anziché concentrarsi esclusivamente sulla vendita di prodotti fisici in un’ottica orientata al fatturato prodotto sui volumi venduti, le aziende si stanno adoperando per offrire soluzioni integrate che combinano prodotti e servizi in pacchetti completi, fornendo al cliente una soluzione end to end”.

Quali sono i vantaggi e i punti di attenzione da considerare in un percorso di servitizzazione?

La Servitization sposta il focus delle aziende manifatturiere dalla semplice vendita di prodotti fisici all’offerta di soluzioni integrate di prodotti e servizi, un approccio che mira a creare valore aggiunto per i clienti, migliorando l’esperienza d’uso dei prodotti e massimizzandone il corrispondente ciclo di vita. Il concetto di servitization non va tuttavia confuso con la commercializzazione ed erogazione di servizi di assistenza e manutenzione venduti contestualmente ai prodotti, in quanto quest’ultima consente di superare l’offerta di base per crearne una basata sulla stretta collaborazione con i clienti per soddisfarne le esigenze specifiche.

I vantaggi di questo approccio sono molteplici sia per l’azienda che per il cliente, dall’offerta di una vasta gamma di servizi a corredo del prodotto, quali manutenzione, monitoraggio, formazione e consulenza, a un migliore flusso di cassa aziendale, con proventi derivanti dalla fornitura di servizi continui per l’intero ciclo di vita dei dispositivi forniti. Non trascurabile è anche la migliorata sostenibilità ambientale, considerando che per le aziende diventa vantaggioso prolungare la vita dei prodotti, riducendo al minimo gli scarti e la rottamazione precoce dei dispositivi forniti.

Come abilitare la servitization per un impatto vantaggioso?

Secondo quanto riportato nel white paper, il cambiamento di prospettiva per passare da un modello di business tradizionale a uno basato su servizi richiede una trasformazione importante nelle strategie, nei processi e nelle competenze aziendali. Alle aziende è richiesto di sviluppare una mentalità orientata al servizio, avviare programmi di formazione di upskilling e reskilling e analizzare nuovi modelli di business.

Grazie all’adozione di tecnologie digitali, è possibile ottenere preziosi insight sulle performance di funzionamento dei dispositivi, andando a soddisfare un duplice obiettivo di monitoraggio della qualità del servizio e di manutenzione predittiva attraverso la formalizzazione di KPI (Key Performance Indicator) oggettivi e specifici. Un’attenzione particolare merita anche l’adeguamento alla compliance normativa per la gestione degli asset e dei dati generati in campo, con la definizione di piattaforme cloud progettate secondo policy di accesso opportune, come richiesto anche dalla recente introduzione del Data Act a livello europeo.

“La fornitura di servizi legati a prodotti – spiega Nadia Scandelli, Responsabile dell’Unità Smart Industry Solutions di Cefriel e co-autrice del paper – è un problema complesso, poiché viene richiesto di identificare le necessità dei clienti in maniera rapida e accurata, ridefinendo il ciclo di vita del prodotto, coordinandosi con un’ampia rete di fornitori a livello globale ed erogando servizi personalizzati ai clienti al momento giusto con bassi costi e alta qualità. Al fine di proporre un’offerta di qualità, spesso è necessario coinvolgere nelle proprie soluzioni molteplici tecnologie digitali o selezionare quella più appropriata sulla quale investire, ed è per questo che si rileva spesso nelle imprese il bisogno di essere affiancati da esperti in questo processo di transizione”.