Inps, la truffa infinita

Ivano Maccani

Una ben congeniata e articolata truffa ai danni dello Stato è stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia che al termine di una lunga indagine hanno denunciato 195 soggetti, tra imprenditori e falsi braccianti agricoli i quali – tra il 2006 e il 2010 – hanno indebitamente percepito indennità di disoccupazione, malattia o altri benefici riservati alla categoria, per un importo totale di circa un milione di euro.

Secondo quanto accertato dai militari della Guardia di Finanza vibonese, i responsabili della frode avrebbero ripetutamente inviato all’Ente preposto atti contenenti firme false, nonché comunicazioni di assunzione di manodopera agricola; tutte a nome e per conto di ignari proprietari di terreni agricoli adibiti a coltivazioni tipiche della zona come uliveti e agrumeti.     

Il sistema truffaldino scoperto dalle Fiamme Gialle, spesso ricorrente e consolidato nel contesto economico locale, si basava sulla dichiarazione di oltre 25.000 “giornate agricole”, prestazioni di lavoro in realtà mai effettuate dai braccianti interessati che nel frattempo svolgevano tranquillamente altre attività lavorative, o più semplicemente rimanevano nell’ozio percependo redditi dallo Stato.

Un vero e proprio paradiso a beneficio di centinaia di soggetti dunque, che si vedevano recapitare senza alcuno sforzo, a discapito di chi nei campi lavora veramente, somme di denaro che se calcolate nell’insieme raggiungono importi da capogiro causando un grave danno al sistema previdenziale e assistenziale nazionale.

I 195 soggetti denunciati dovranno ora rispondere di vari reati che vanno dal falso ideologico commesso da privato in atto pubblico, alla truffa aggravata e al concorso nel reato.