Ionta in visita a Pagliarelli e Ucciardone

Tiziana Montalbano

L’incontro del capo del Dap Franco Ionta con il personale di Polizia Penitenziaria degli istituti  “Pagliarelli” e “Ucciardone”, durante la visita di ieri, è stata l’occasione per una verifica della situazione delle condizioni di lavoro e delle strutture. Il capo del Dap, accompagnato dal Provveditore della Sicilia Orazio Faramo, si è recato in mattinata all’istituto di Pagliarelli, dove è stato accolto dalla direttrice Francesca Vazzana e dal comandante di reparto Commissario Giuseppe Rizzo. Ionta ha quindi voluto personalmente conoscere l’agente che ha contribuito all’arresto del latitante Salvatore Marino, avvenuto a Tenerife, un’operazione condotta in collaborazione con la squadra Mobile di Trapani, e che è partita proprio dall’attività investigativa del personale di Pagliarelli coordinato dal Nucleo Investigativo Centrale. Durante la visita all’istituto il capo del DAP ha visitato il nuovo padiglione attualmente in costruzione, destinato ad ospitare circa 300 detenuti,  che diverrà funzionante nel prossimo autunno. Al termine della visita Ionta si è intrattenuto con il personale nella sala mensa. Nel pomeriggio Ionta si è recato all’Ucciardone, dove l’attendevano il direttore Maurizio Veneziano e il comandante di reparto Commissario Patrizia Bellanti. Le condizioni della struttura sono state oggetto della visita di Ionta che ha voluto vedere anche la sezione recentemente ristrutturata, per la quale sono stati impegnati 2 milioni e mezzo di euro, che sarà aperta entro febbraio. L’apertura della nuova sezione consentirà dunque di evacuare la sesta sezione che necessita di lavori di ristrutturazione. Anche la visita all’Ucciardone si è concluso con un incontro con il personale che ha rappresentato in maniera diretta e informale le condizioni di lavoro. “Ho incontrato personale consapevole delle difficoltà che il sistema sta attraversando, ma anche motivato e, nonostante le difficoltà, deciso a mantenere alto il senso profondo del proprio lavoro, ha commentato Ionta al termine delle due visite. Intendo intensificare la mia presenza negli istituti, incontrare il personale, ascoltare dalle loro voci le difficoltà con cui si lavora negli istituti, ma anche i loro suggerimenti e le loro istanze. Ritengo che il compito del capo sia anche quello di fare sentire, in maniera diretta e informale, la propria vicinanza, visitando le “trincee” dove ogni giorno, anche il più giovane agente, si trova ad affrontare una routine che può presentare sempre l’irrompere dell’imprevisto, dell’evento da fronteggiare, dell’emergenza. Voglio che sia a tutti chiaro che tra il Dipartimento e il territorio esiste una continuità che nessuno può pensare di mettere in discussione. Sono consapevole che la comunicazione tra centro e periferia, quella comunicazione fatta di circolari, disposizioni, atti normativi, talvolta può essere contaminata da ritardi, da insufficiente chiarezza e, soprattutto, veicolata da voci e opinioni. L’apparato burocratico esiste ed è necessario per una buona amministrazione, ma esso va accompagnata dalla conoscenza “sul campo” di chi deve operare per una amministrazione giusta e attenta alle esigenze del personale. Ai direttori, al personale di Polizia Penitenziari e del comparto ministeri che ho avuto il piacere di incontrare durante le mie visite agli istituti palermitani, va la mia considerazione e il mio apprezzamento per gli sforzi che ogni giorno compiono nel loro lavoro.