Non si allenta la spirale di violenza nella quale sta precipitando l’Iraq dopo la partenza del contingente statunitense. La faida tra sunniti e sciiti continua a mietere vittime ed il bilancio odierno è di sei morti e decine di feriti, fra cui 15 pellegrini sciiti afgani che si stavano dirigendo verso la città santa di Kerbala, 110 chilometri a sud di Baghdad, per le annuali celebrazioni dell’Arbain, la festività che commemora la morte nel 680 dell’imam Hussein. I pellegrini afgani sono stati feriti dall’esplosione di una autobomba nei pressi di Hilla, 95 chilometri a sud di Baghdad. In un distretto a sud ovest di Baghdad, un’altra bomba contro dei pellegrini sciiti ha fatto un morto e 9 feriti. In questo periodo nel quale milioni di pellegrini sciiti si dirigono, soprattutto a piedi, verso la città santa di Kerbala per l’Arbain, gli attentati sono sempre stati frequenti. Giovedì, in una serie di attentati contro gli sciiti a Baghdad e nel sud dell’Iraq, sono morte 70 persone e più di cento sono rimaste ferite. La violenza e le uccisioni sembrano inarrestabili. A Baghdad uomini armati hanno fatto irruzione nell’abitazione della direttrice di una succursale della Banca commerciale dell’Iraq, Fatma Tayyiq, uccidendo la donna e il marito. A Kirkuk un uomo armato ha aperto il fuoco su un gruppo di ufficiali curdi, uccidendone due. A Falluja, città simbolo della rivolta sunnita contro i militari della coalizione, una bomba è esplosa uccidendo un soldato e ferendone altri tre.
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