L’ Amministrazione Penitenziaria ha intrapreso azioni disciplinari

Redazione

In riferimento al servizio mandato in onda martedì sera dal programma “LeIene”, incentrato sui maltrattamenti ai danni di due detenuti del carcere diAsti tra il 2004 e il 2005, fatti per i quali furono rinviati a giudiziocinque agenti, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria chiarisceche il Tribunale di Asti, con sentenza n. 78 del 3 febbraio 2012,riqualificando i fatti contestati, assolveva un agente per non aver commessoil fatto, dichiarava di non doversi procedere per difetto di querela neiconfronti di due agenti e il non doversi procedere nei confronti di altridue a seguito del decorso del termine prescrizionale per il reato di cuiall’art. 608 c.p. (abuso di autorità contro arrestati o detenuti).A conclusione delle vicenda penale, l’Amministrazione Penitenziaria haintrapreso le azioni disciplinari non essendo ostative le pronuncegiudiziarie e ha adottato due provvedimenti di destituzione dal servizio edue provvedimenti di sospensione dal servizio. A tutela dell’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria il Dipartimentoribadisce con fermezza che singoli condannabili episodi, come quelliavvenuti nel carcere di Asti, non devono e non possono minimamente lederel’onore e il prestigio dei singoli appartenenti e del Corpo nel suo insieme,cui va tributato il riconoscimento per il difficile compito al quale sonochiamati quotidianamente per la tutela dei diritti e delle garanzie deiprincipi costituzionali. Si ritiene singolare che, nell’ambito del serviziotelevisivo, è stato dato rilievo alle sole dichiarazioni dell’agentedecaduto dal servizio nel 2006 per gravi fatti accaduti nel corso della suacarriera.