Il 12 novembre, Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, è stata celebrata la messa, presso la Basilica di Santa Maria in Aracoeli, in onore di tutti gli italiani che hanno perso la loro vita nelle attività di peacekeeping cui la Repubblica ha deciso di prendere parte.
Alla celebrazione erano presenti il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il Capo di Stato Maggiore alla Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, i Sottosegretari alla Difesa Giorgio Mulè con Stefania Pucciarelli e i Vertici delle Forze Armate.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pur non potendo presenziare, ha voluto testimoniare, attraverso un messaggio destinato al Ministro Guerini, la propria vicinanza alle famiglie dei caduti e un pensiero per chi, tutt’oggi, sceglie di dedicare la propria vita al prossimo attraverso attività volte alla diffusione dei valori repubblicani e alla difesa della dignità dell’uomo.
«Desidero rivolgere il mio commosso pensiero a tutti i nostri concittadini vittime durante iniziative apprestate per soccorrere e assistere popolazioni in condizioni di fragilità, per contribuire al ripristino della stabilità e della sicurezza e per affermare i valori di rispetto della dignità umana nelle aree in cui l’Italia è chiamata ad operare nel contesto della Comunità internazionale. Nelle operazioni di ristabilimento della pace e per la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, la Repubblica Italiana continua a rappresentare un esempio, grazie alla vicinanza e alla capacità di dialogo con le popolazioni locali. A quanti vi sono impegnati vanno l’apprezzamento e la gratitudine del Paese».
In nome del Senato della Repubblica ha parlato la Presidente Casellati che, riconoscendo un debito della nazione a chi si è donato per essa, ha commemorato il ricordo dei caduti, «indelebile nella coscienza degli italiani», in quanto «tutti abbiamo un debito di riconoscenza verso i militari e i civili impegnati per la pace nel mondo, per la generosità e la professionalità con cui quotidianamente assolvono al loro compito in contesti di grande pericolo».
Il Ministro Guerini, dopo aver deposto una corona d’alloro al Sacello dell’Altare della Patria, ha tenuto un discorso dal leggio della navata centrale della Basilica nel quale ha sostenuto il merito di chi ha scelto di combattere “la buona battaglia”, una battaglia in nome della difesa della solidarietà e del rispetto per le popolazioni con cui si è avuto modo di interagire.
In conclusione, il Ministro ha voluto ricordare il sacrificio dei nostri caduti, citando la Seconda epistola a Timoteo: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede».





