Lavoro e migranti: Susini Group, “immigrazione risorsa che vale 23 miliardi di Pil”

Attualmente in Italia ci sono oltre 4 milioni di cittadini stranieri, di cui 3,4 milioni sono lavoratori, di questi più di 2,7 milioni provengono da Paesi extra UE. Il lavoro dei cittadini extracomunitari vale 107 miliardi di euro e incide per il 7,5% sul Pil. L’immigrazione va gestita e non subita. Ad oggi si stima che i migranti irregolari in Italia siano quasi 600 mila. Da uno studio recentemente effettuato da Susini Group S.t.P., studio di Firenze leader nella consulenza del lavoro, emerge che i migranti irregolari, se fossero regolarizzati e, conseguentemente, potessero prestare la loro attività lavorativa, sarebbero una risorsa per il nostro paese che varrebbe 23 miliardi di Pil.
«Anche se la nostra nazione sta attraversando un periodo economico florido – commenta Sandro Susini, consulente del lavoro e fondatore di Susini Group S.t.P. – esiste un’emergenza chiamata “lavoratori”. Il calo demografico e i giovani in fuga all’estero alla ricerca di opportunità migliori fa sì che in Italia ci sia una carenza di circa 2 milioni di lavoratori, necessari per coprire il fabbisogno di manodopera delle aziende. Questa mancanza si riflette negativamente anche sui versamenti contributivi che sono fondamentali per garantire le pensioni».
Sempre secondo la ricerca di Susini Group, i numeri parlano chiaro e non lasciano dubbi: la media nazionale dei lavoratori che non si trovano, e di cui le aziende e privati avrebbero bisogno, sono oltre il 48%. Ci sono regioni come il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta dove mancano rispettivamente quasi il 62% e il 57% di attivi.
La natalità continua a decrescere, secondo quanto ha diffuso l’ISTAT, la popolazione residente al 1° gennaio 2023 è diminuita di 320mila unità rispetto all’anno precedente.
«Nel 2023 la spesa pensionistica supererà i 250 miliardi di euro a seguito degli aumenti dovuti al meccanismo della rivalutazione automatica delle pensioni e ai nuovi pensionati. Un costo – prosegue Susini – che oltrepasserà abbondantemente le entrate contributive dell’istituto per il medesimo anno e che in futuro non potrà far altro che crescere, tenuto conto della numerosa platea di potenziali pensionati che raggiungeranno i requisiti nei prossimi anni e per l’allungamento medio delle speranze di vita. L’immigrazione riguarda principalmente il nostro Paese che è impegnato nell’accoglienza dei numerosi barconi che arrivano ogni giorno via mare in virtù della nostra posizione geografica. Necessita una Europa più coesa che non ci lasci da soli a fronteggiare il problema. Una corretta politica di immigrazione, condivisa con gli altri paesi europei, potrebbe portare alla regolarizzazione dei migranti irregolari e alla loro valorizzazione come risorse lavorative che tanto ci mancano», conclude Sandro Susini, consulente del lavoro e fondatore di Susini Group S.t.P..