L’Italia è sempre più social e mobile

redazione

Nei giorni scorsi è stato pubblicato e presentato il 10° rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, atto a monitorare la situazione della nostra Nazione per quanto riguarda, in special modo, la diffusione delle nuove tecnologie.I dati sono chiari: è in costante aumento l’utilizzo della Rete (in 10 anni il numero di coloro che possono dirsi connessi è più che duplicato, superando di gran lunga la fatidica soglia del 50%), e tra gli utilizzi che più fanno riflettere c’è sicuramente quello che va a sostituire una delle attività più amate dagli italiani: guardare la televisione.Sono sempre più coloro i quali per comodità, impossibilità di acquistare un televisore all’ultima moda o perché, da emigranti (sono sempre più gli italiani che lasciano il proprio Paese per trovare lavoro), non hanno accesso ai canali nazionali tradizionali e non, seguono i programmi TV preferiti via streaming, in forme più o meno legali. Uno dei primi colossi italiani ad accorgersi di questo fenomeno sempre più in crescita è stato Mediaset, che qualche settimana fa ha concesso la visione in diretta dell’incontro di Champions League tra Chelsea e Juventus anche ai non residenti in Italia. Un’eccezione che, plausibilmente, verrà seguita anche dalla concorrenza.Restando sul piccolo schermo le soluzioni on demand, precedentemente piuttosto costose in quanto in grado di garantire al singolo utente di scegliere ed acquistare solo ciò che desidera seguire, diventano generalmente più accessibili, con la recente possibilità di seguire le trasmissioni anche su smartphone e tablet in qualsiasi luogo ci si trovi.Oltre all’ampiamente previsto incremento dell’uso dei social media, affare non più solo per giovani ma anche per altre categorie della popolazione, i tablet in commercio hanno aperto nuove strade all’usufruizione di contenuti pubblicati da quotidiani o magazine, consultabili comodamente anche in viaggio acquistando l’ultimo numero pubblicato con carta di credito e scaricandolo direttamente sul dispositivo in uso.Nonostante la crisi il numero di smartphones acquistati ed utilizzati è in discreta crescita, avendo toccato nel corso degli ultimi 12 mesi un incremento del 10%. Molti dei nostri lettori ricorderanno le recenti immagini relative all’uscita in Italia dell’iPhone5, che ha scaricato il desiderio di novità di numerosi patiti di questo tipo di accessorio, pronti ad attendere anche diverse ore per poter acquistare un esemplare del prodotto richiesto. Anche per questa tipologia di dispositivi mobili, paradossalmente sempre più lontani dal concetto originario di telefono ma simili a veri e propri computer touch screen da portare sempre con sé, la possibilità di personalizzare l’interfaccia e le applicazioni in essi installabili ne decreta con quasi assoluta certezza il successo.Il tempo libero degli italiani è sempre più on demand, personalizzato sui propri gusti personali e sulla disponibilità in termini di tempo di ciascuno. E’ logico prevedere un naturale incremento di servizi quali, ad esempio, Youtube, che da semplice piattaforma in grado di consentire la condivisione di video “fatti in casa” si sta trasformando in un canale in grado di trasmettere contenuti esclusivi ai propri utenti (es. concerti, eventi sporti esclusivi, ecc.).Il boom di servizi online quali Google Play e Apple Store testimoniano la possibilità, anche per le aziende che producono determinati contenuti o applicativi, di cavalcare l’onda del successo. Come sempre è fondamentale farsi trovare pronti, e comprendere al contempo quali sono gli ostacoli che fanno da barriera ad una più estesa diffusione delle modalità sopradescritte.Il problema della sicurezza delle transazioni è, per molti utenti, la principale barriera all’acquisto di applicazioni e/o contenuti su internet. Il timore di sapere che i propri dati sono finiti in mano a soggetti non affidabili e dei quali non si conosce l’identità non permette propriamente di fare il “salto di qualità” necessario a trasformare tutto questo in un fenomeno di massa, in grado di modificare davvero le modalità con le quali il concetto di tempo libero viene inteso nel nostro Paese.I sistemi per rendere il tutto più sicuro sono presenti ed acquistabili in Rete a un prezzo di base sicuramente accessibile; parliamo, in concreto, di certificati SSL per la protezione delle comunicazioni in entrata e uscita da siti internet. La decisione di investire in questo tipo di settore domanda e, a volte (come nel caso delle pagine Facebook), esige la presenza di sistemi di crittografia per poter funzionare regolarmente, o di acquisire maggior credibilità non solo sulla carta ma anche effettivamente.