Mafia, decapitata la nuova cupola

Paola Fusco

 In azione oltre 1.200 Carabinieri, elicotteri e unità cinofile dei reparti antidroga del comando provinciale di Palermo nell’esecuzione di 99 fermi di polizia giudiziaria nei confronti di capimafia, reggenti di clan palermitani e gregari di Cosa nostra che, secondo i magistrati della Dda, avrebbero tentato di ricostituire la "commissione provinciale" di Cosa nostra, l’organismo con il quale l’organizzazione decide le azioni da compiere e le strategie criminali da adottare. Alla commissione, in passato guidata da Totò Riina, è toccato il compito di deliberare i fatti di sangue più importanti che sono stati compiuti dalla mafia. Secondo gli inquirenti i mafiosi, sostenuti dal boss latitante Matteo Messina Denaro, avrebbero progettato la ricostruzione dell’intera "cupola" mafiosa. L’operazione è stata denominata “Perseo” ed è il risultato di oltre nove mesi d’indagini e centinaia di intercettazioni ambientali. Tra i reati contestati, oltre all’associazione per delinquere di stampo mafioso, anche quelli di estorsione, traffico di armi e traffico internazionale di stupefacenti. L’inchiesta della Dda è stata accelerata nelle ultime settimane per il pericolo di fuga di alcuni dei principali indagati e per evitare un progetto di omicidio in avanzata fase di preparazione. ”Se con l’operazione Gotha del giugno 2006 Cosa nostra era in ginocchio, con questa operazione Perseo le si è impedito di rialzarsi, recidendo tutte le teste strategicamente pensanti di una nuova struttura di comando che avrebbe dovuto deliberare, come una volta, su ‘cose gravi’”. Così il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, commenta l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo – con la quale il magistrato si congratula. “La mente – aggiunge Grasso – allarmisticamente corre alle ultime stragi del 1992 e all’attacco alle istituzioni”. Il capo della procura nazionale rivolge anche un plauso ai carabinieri del Reparto operativo di Palermo e del Gruppo di Monreale.