Mafia: in Sicilia nove sportelli per le vittime del racket

Paola Fusco

“Informazioni, solidarietà, assistenza e consulenza 24 ore su 24: attraverso nove sportelli l’amministrazione regionale siciliana sarà vicina ai cittadini e agli imprenditori per sconfiggere il racket delle estorsioni e dell’usura”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale per la Famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali della Sicilia, Francesco Scoma, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto “Azioni di sistema per lo sviluppo della legalità”. Si tratta di un intervento finanziato con risorse europee che prevede l’apertura di nove punti antiracket e antiusura (uno per ogni capoluogo di provincia), oltre alla formazione di 210 operatori delle Forze dell’ordine. Presenti alla conferenza stampa anche il questore di Palermo, Alessandro Marangoni, il questore di Catania, Michele Capomacchina, il vice prefetto di Palermo con delega su usura e racket, Mariella Pedone, e il professor Giuseppe Vecchio dell’Università di Catania. “Gli sportelli – ha detto Scoma – offriranno i loro servizi a chi ha già deciso di denunciare estortori e usurai e a chi ha bisogno di essere seguito nella delicata fase di accettazione prima, e di denuncia del problema, poi. Il mio impegno e quello del Governo è quello di far proseguire questa iniziativa anche l’anno prossimo, stanziando le somme adeguate. Il momento è piu’ che mai propizio, le forze dell’ordine sono impegnate quotidianamente per sconfiggere il racket e anche la Regione ha il dovere di fare sentire la propria presenza al fianco dei cittadini coraggiosi che decidono di dire basta all’usura e alle estorsioni”. Il progetto è stato realizzato dall’Università di Catania in collaborazione con “C&B”, e varie onlus e cooperative. Tra gli obiettivi del progetto anche il coinvolgimento di tutte le prefetture e delle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Finanza e Polizie municipali), che operano in Sicilia. “È importante la sinergia tra le istituzioni, le associazioni di categoria e le forze dell’ordine – ha detto il questore di Palermo, Alessandro Marangoni – e questo progetto è un altro passo importante per liberare la Sicilia dall’oppressione della malavita organizzata”. “Abbiamo accettato con entusiasmo di collaborare con l’università per realizzare questo progetto – ha detto il questore catanese, Michele Capomacchia – ci crediamo fortemente e siamo convinti che anche il coinvolgimento della Regione sia decisivo in un momento in cui gli arresti si susseguono e sempre più cittadini decidono di non subire più l’mposizione del pizzo”.