Milano: rapina "col buco" alla sede Damiani

Paola Fusco

Rapinata domenica mattina la sede di Casa Damiani, in un palazzo ottocentesco di Corso Magenta a Milano. Un foro della misura di 60 per 80 centimetri praticato nella parete di una cantina in disuso di un edificio attiguo, per scavare il quale sarebbero state necessarie diverse settimane, se non addirittura mesi, è servito ai ladri a introdursi nello showroom. Quattro persone con indosso la pettorina della Guardia di Finanza, con accento campano, volto parzialmente coperto da sciarpe, occhiali e berretti, hanno detto di essere armate ma non hanno mostrato armi. I malviventi, che non sono mai stati ripresi in volto dalle telecamere di sicurezza che circondano l’edificio, hanno prima avvicinato un cameriere addetto al catering (l’indomani nella sede milanese della maison avrebbe avuto luogo un party per i clienti vip) e poi bloccato il direttore dello showroom, in possesso delle chiavi del caveau sotterraneo. Secondo gli inquirenti si tratta di professionisti esperti, che hanno agito con freddezza nella massima rapidità e che, secondo quanto rilevato finora dalla Scientifica, non avrebbero lasciato alcuna impronta. La Squadra mobile della Polizia sta indagando per conto del sostituto procuratore Letizia Mannella che ha formulato le ipotesi di reato di rapina aggravata e sequestro di persona e sta valutando se contestare anche quello di associazione a delinquere. L’attenzione degli investigatori è concentrata sulla possibile presenza di una “talpa”; si interrogano dunque dipendenti, addetti al catering, invitati al party e operai del cantiere dello stabile attiguo.
Le quotazioni in Borsa del Gruppo Damiani, all’indomani dalla rapina, non hanno subìto flessioni.
Al momento è in corso l’inventario dei preziosi trafugati e ancora non c’è una stima esatta, anche se il valore del bottino sarebbe ingente (qualche milione di euro) seppur ampiamente coperto dal massimale delle polizze assicurative. Silvia Damiani, vicepresidente del gruppo, ha inoltre spiegato che i gioielli più importanti non si trovavano a Milano ma a Los Angeles, indossati da Tilda Swinton per la notte degli Oscar.