Money Transfer: riciclaggio in salsa pakistana

Ivano Maccani

Abusivismo finanziario e riciclaggio di denaro proveniente dal traffico internazionale di stupefacenti; sono queste le accuse mosse nei confronti di un cittadino pakistano arrestato dai finanzieri del Comando Provinciale di Milano che sono riusciti ad arrivare al responsabile dell’illegale giro di soldi al termine di una specifica attività d’indagine che ha riguardato numerosi soggetti di origine asiatiche e nordafricane.

I soggetti controllati dai militari della Guardia di Finanza milanese, in particolare, sono i titolari di stabili attività di raccolta e di trasferimento di denaro contante, mediante il c.d. sistema “hawala”.

Detto sistema – che si sostanzia in un illecito trasferimento di denaro – avviene senza l’utilizzo di alcuno strumento bancario rintracciabile, poiché si basa unicamente sulla fiducia degli operatori (chiamati “hawaladar”) dislocati in Italia e all’estero.

L’indagine in questione, però, ha consentito di accertare come le rimesse di denaro verso l’estero eseguite dall’arrestato sarebbero provento anche di un traffico di eroina proveniente dal Pakistan e diretto al fiorente mercato milanese della droga.

Secondo gli inquirenti, lo stesso cittadino pakistano sarebbe stato impiegato da alcuni trafficanti marocchini e pakistani per trasferire in Olanda il denaro utilizzato per l’acquisto di eroina (poi sequestrata all’aeroporto di Malpensa lo scorso 31 maggio 2010), nonché per canalizzare verso l’estero i sostanziosi proventi del medesimo traffico.

Contestualmente all’arresto i finanzieri milanesi hanno dato esecuzione anche 6 perquisizioni locali nei confronti di altri i 8 indagati, nonché eseguito un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” sino alla concorrenza della somma di € 265.000, somma rappresentata da denaro, beni ed altre utilità nella disponibilità del soggetto arrestato.