Napoli, Camorra: 44 arresti del clan Belforte

Redazione

"L’ operazione di oggi che ha portato in carcere 44 esponenti del clan Belforte e’ quasi un miracolo perche’ stiamo vivendo un periodo di grande difficolta’ legata alla carenza di personale amministrativo e di auto per i nostri spostamenti in sicurezza". Cosi’, il pm Giovanni Conzo della Dda di Napoli che ha commentato il risultato raggiunto dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli con l’ emissione da parte del gip del tribunale di Napoli di 44 ordini di carcerazione di presunti camorristi del gruppo di Marcianise, nel Casertano. Conzo, firmatario della richiesta di misura cautelare assieme ai colleghi Cesare Sirignano, Liana Esposito e Raffaello Falcone, parla della difficolta’ di lavorare con risorse al minimo dovute al mancato rinnovo del personale delle cancellerie e alla mancanza di auto di scorta utilizzate con turni alterni tra i diversi pubblici ministeri che si occupano di criminalita’ organizzata. L’ operazione di polizia di oggi ha svelato che l’ organizzazione del gruppo camorristico marcianisano, stando al contenuto dell’ ordinanza, dipendeva dagli ordini imposti dalle donne del clan, in particolare da Maria Buttone e Concetta Zarrillo rispettivamente mogli di Domenico e Salvatore Belforte, additate come alter ego dei loro consorti in carcere da 6 collaboratori di giustizia. Gli imprenditori con maggiori possibilita’ economiche si recavano direttamente dalle donne per versare la quota di pizzo al clan, mentre per i piccoli negozianti erano incaricati gli affiliati. Ruolo fondamentale lo svolgeva, per i pm Antimafia di Napoli, anche Albina Natale, anello di collegamento coni clan di Caivano, nel Napoletano.