Omicidio Giamattei: dopo nove anni individuato uno degli assassini

redazione

Nella tarda mattinata di oggi, il Dirigente della Squadra Mobile di Nuoro accompagnato da personale del Commissariato P.S. di Lanusei ha notificato, nel penitenziario di massima sicurezza di Parma, a Marcello Eleuterio LADU un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per l’omicidio dell’impresario edile Francesco GIAMATTEI, avvenuto il 30 settembre 2001 nelle campagne di Villagrande Strisaili, durante una rapina.

Quel giorno, tre malviventi si impossessarono, sotto la minaccia delle armi, dei due fucili da caccia calibro 12 di GIAMATTEI e del cognato Giovanni LAVORGNA. Durante la rapina, i tre esplosero alcuni colpi di pistola e di fucile contro l’autovettura che GIAMATTEI guidava, per costringerlo a scendere dal mezzo insieme al cognato. GIAMATTEI fu ferito alla gamba sinistra dai colpi di arma da fuoco che trapassarono lo sportello. Morì dissanguato in attesa dei soccorsi. GIAMATTEI e LAVORGNA si stavano recando in un ovile lì vicino per unirsi ad alcuni amici in una battuta di caccia.

Le indagini, riaperte circa un anno fa, ipotizzano un collegamento fra l’omicidio di GIAMATTEI e quello dell’imprenditrice Rosanna FIORI, consumato appena tre giorni dopo. Secondo la ricostruzione investigativa la rapina ai due cacciatori aveva lo scopo di reperire armi “pulite” per commettere l’omicidio della Signora FIORI.

L’attività della Squadra Mobile nuorese e del Commissariato di Lanusei ha dimostrato che LADU, a quei tempi latitante, in quegli stessi giorni era nella zona di Villanova Strisaili e fu lui a sparare il colpo di pistola che ferì a morte l’impresario beneventano.

Di fondamentale importanza per arrivare alla responsabilità del LADU nell’omicidio sono stati l’esecuzione di un nuovo sopralluogo, il riesame della perizia autoptica, le nuove indagini balistiche, l’analisi di decine di tabulati telefonici risalenti all’epoca degli omicidi GIAMATTEI e FIORI e alcuni interrogatori. In particolare, la nuova consulenza balistica della Polizia Scientifica e la rilettura della perizia autoptica alla luce dei nuovi elementi acquisiti dimostrano che GIAMATTEI non fu raggiunto solo da colpi di fucile, come ricostruito all’epoca dei fatti, ma anche da un proiettile esploso da un revolver marca ZASTAVA cal. 357 Magnum, lo stesso che fu trovato addosso al LADU quando fu arrestato a Nuoro da una pattuglia delle Volanti, il 16 dicembre del 2001.

Gli investigatori della Squadra Mobile si sono avvalsi anche delle competenze scientifiche e tecnologiche dell’ “Unità Delitti Insoluti” recentemente istituita a Roma presso il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. L’Unità è stata di supporto per la ricostruzione della scena del crimine e per le perizie balistiche svolte con strumentazioni all’avanguardia.

Marcello Eleuterio LADU è stato recentemente indagato, in concorso con altri, dalla Procura di Lanusei anche per l’omicidio di Rosanna FIORI (avvenuto a Villanova Strisaili il 3 ottobre 2001), e per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la persona e traffico d’armi, per i quali il 16 dicembre 2009 gli è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Insieme a quello di Ferdinando BUTTAU (Villagrande Strisaili, 29 agosto 2005), di Maria Antonietta LISCIA e del marito Mario BUTTAU (Villagrande Strisaili, 13 ottobre 2003), è questo il quinto omicidio risalente negli anni per il quale vengono individuati i responsabili dagli uomini della “Sezione omicidi” della Squadra Mobile di Nuoro e del Commissariato di Lanusei, sotto la direzione del Procuratore Domenico FIORDALISI.