Operazione anti-riciclaggio: nei guai importante istituto bancario

Ernesto Bruno

Pesanti violazioni alla normativa anti-riciclaggio sono state scoperte dai finanzieri del Comando Provinciale di Salerno, al termine di una complessa indagine condotta nei confronti di un importante istituito bancario italiano.

Le operazioni irregolari scoperte dagli uomini della Guardia di Finanza salernitana hanno un ammontare di 2,8 milioni di euro, somma che deriverebbe da un ingente traffico di oltre 21.000 tonnellate di rifiuti realizzato tra le province di Salerno, Napoli e Caserta, la cui scoperta, avvenuta nello scorso dicembre, aveva già portato all’esecuzione di misure cautelari personali nei confronti di 4 indagati, nonché al sequestro preventivo di beni immobili, disponibilità finanziarie e finanche di un sito impiegato per la ricezione e l’illecito trattamento dei rifiuti, per valore complessivo di 6,5 milioni di euro.

Le indagini delle Fiamme Gialle si erano inizialmente accentrate sui flussi finanziari derivanti da operazioni illecite compiute della società investigata, quest’ultima operante su scala nazionale nel commercio di rottami in rame, alluminio, acciaio inox, ottone, ferro, piombo, nichel.

Proprio da queste indagini è stato così possibile ricostruire movimentazioni illegali di denaro contante – per un ammontare complessivo di 28,5 milioni di Euro – avvenute in soli in tre anni attraverso prelevamenti in contanti dai conti correnti della società, per importi che arrivavano anche a 100.000 euro giornalieri e quindi ben oltre la soglia per la quale la legge prescrive l’obbligo di avvalersi di intermediari abilitati.

Nei confronti dei due amministratori della società, che materialmente hanno provveduto ad eseguire le singole operazioni, è stata quindi contestata la violazione amministrativa prevista dall’attuale normativa anti-riciclaggio, con la contestuale segnalazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze per la successiva applicazione delle previste sanzioni.

Gli ulteriori approfondimenti eseguiti dai finanzieri salernitani hanno inoltre consentito di accertare come una delle banche ove i responsabili avevano aperto i loro conti correnti non aveva mai provveduto a segnalare all’Unità di Investigazione Finanziaria della Banca d’Italia l’effettuazione di prelievi di denaro contante, ammontanti a 2,8 milioni di euro, avvenuti in un solo anno e di cui dovrà ora rispondere un ex direttore della filiale di Casavatore (NA).

Lo stesso funzionario, difatti, pur trovandosi di fronte a prelievi di denaro così rilevanti, non ha mai provveduto a sospendere le operazioni, né tantomeno a segnalare le transazioni sospette in palese violazione degli obblighi imposti dalla legge anti-riciclaggio.

Al termine degli accertamenti l’operato del gruppo bancario, nonché di quello del suo dipendente, è stato segnalato al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Banca d’Italia per l’applicazione di sanzioni che possono giungere fino ad 1,1 milioni di euro.

Per aver omesso l’esecuzione della prevista azione di controllo da parte dell’Organismo di vigilanza nei confronti del direttore di filiale (imputabile per il reato di riciclaggio), il medesimo istituto di credito è stato altresì segnalato alla Procura della Repubblica di Salerno per violazioni inerenti alla responsabilità amministrativa degli enti.

A conclusione delle operazioni sono ben 11 le persone denunciate poiché ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere, traffico e gestione non autorizzata di rifiuti, frode fiscale e riciclaggio.