Palermo: presi minori evasi

Roberto Imbastaro

Carceri, “ripensare il ruolo della giustizia minorile” è l’auspicio del SAPPE dopo l’evasione di 2 detenuti dal carcere minorile Malaspina di Palermo
  “La situazione penitenziaria è sempre più incandescente. Ogni giorno registriamo manifestazioni e proteste di detenuti sempre più violente ed è sintomo di sincera preoccupazione se queste criticità si manifestano con sempre maggiore frequenza nella giustizia minorile. Le istituzioni e il mondo della politica non possono più restare inermi e devono agire concretamente, ripensando completamente un settore delicato come questo (che ha in carico per lo più soggetti particolarmente vulnerabili, considerata la giovane età e talvolta la mancanza di concreti punti di riferimento affettivi, familiari, educativi) partendo dall’assegnazione non più rinviabile di Funzionari del Corpo di Polizia Penitenziaria nei vari Reparti. Inquieta, in questo contesto, quanto avvenuto ieri nel carcere minorile Malaspina di Palermo, dove due detenuti sono evasi seppur per poche ore. Prezioso e fondamentale alla loro celere cattura è stato, al riguardo, l’operato dei poliziotti penitenziari del carcere minorile palermitano, che si sono subito messi alla caccia dei due evasi: in nove colleghi hanno rischiato la vita dopo due speronamenti nel centro Città di Bagheria con due auto del Corpo distrutte. Dopo averli avvistati per ben tre volte i due detenuti si sono dati alla fuga malgrado l’alt imposto dal nostro personale, che al termine di un lungo servizio di appostamenti e pedinamenti, ha catturato i fuggitivi. Ai nostri valorosi colleghi va tutta la solidarietà del SAPPE. Ma, ribadisco, tutta la mia sincera preoccupazione se le tensioni che già da molto tempo si registrano nei penitenziari per adulti iniziano a verificarsi anche nelle strutture detentive per minori. La tensione è alta non solo nelle carceri per adulti ma anche in quelle per minori. E questo non è certo un segnale positivo”.
Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria.
Capece sottolinea “che alla data del 5 marzo scorso erano 513 i minorenni detenuti negli Istituti di Pena per minori italiani, 32 dei quali a Palermo. Quella della detenzione minorile è una specificità della giustizia di cui si parla, a torto, sempre troppo poco. Eppure è sempre più frequente l’utilizzo dei minori coinvolti in attività criminose. Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, personale specializzato nel trattamento dei detenuti minorenni, fanno davvero un encomiabile lavoro con una utenza particolarmente difficile e con molte criticità. Ma bisogna intervenire concretamente. Partendo da una rifondazione complessiva del mondo della giustizia minorile, oggi peraltro senza un Capo Dipartimento e già questa è una grave anomalia.  Ci si deve attivare perché anche nella Giustizia Minorile vengano assegnati stabilmente in servizio Commissari della Polizia Penitenziaria in grado di conciliare al meglio le esigenze di sicurezza a quella rieducative. E ci si deve attivare affinché gli ultradiciottenni, come uno degli evasi di Palermo, possano all’occorrenza essere trasferiti nelle strutture per adulti, perché è impensabile e problematico che minori di 14-15 -16 anni abbiano contatto con detenuti alla soglia dei 21 anni: in questo modo vengono meno tutti quei principi del trattamento del minore ed i rischi per la sua incolumità personale sono altissimi. Ma è fondamentale e prioritario rifondare il Dipartimento della Giustizia Minorile.”