Pistoia: sequestrate false mozzarelle con latte di bufala

Eugenia Scambelluri

Il personale del Corpo forestale dello Stato ha provveduto a far ritirare ingenti quantità di mozzarella dagli scaffali di sette supermercati toscani poiché il prodotto riportava in etichetta di essere realizzato “con latte di bufala” mentre veniva prodotto utilizzando prevalentemente latte di altra e non precisata natura.

Nel corso di un controllo effettuato in un noto discount di Ponte a Buggianese il personale del Comando Stazione di Pistoia hanno trovato esposte alla vendita confezioni di Mozzarella falsamente etichettate come prodotte con latte di bufala. L’etichetta, infatti, è risultata ingannevole poiché pubblicizzava un prodotto realizzato con latte di bufala mentre in realtà, l’analisi degli ingredienti evidenziava come la maggioranza del latte adoperato fosse di altra natura, presumibilmente vaccina.

Il prodotto, inoltre, veniva commercializzato adoperando una testa di bovino stampigliata sulla confezione, con evidente richiamo al logo della Mozzarella di Bufala Campana DOP, e veniva posto in vendita nel medesimo scaffale di quest’ultima.

Tutto ciò configurava un indubbio rischio di trarre in inganno il consumatore e ha comportato l’intervento sanzionatorio da parte dei Forestali accertatori.

Le confezioni di mozzarella falsamente etichettate sono state fatte ritirare dagli scaffali dei supermercati, al responsabile del punto vendita e al confezionatore è stata contestata una sanzione amministrativa di 6.000 euro ciascuno per pratica commerciale ingannevole in violazione al D.Lgs. 109 del 1992, che disciplina l’etichettatura degli alimenti.

Il Corpo forestale dello Stato ricorda a tutti i consumatori di prestare attenzione alle etichette ingannevoli che evocano prodotti non veri.

L’ordine con cui gli ingredienti appaiono in etichetta non è casuale, ma è regolato per legge. In particolare, i vari componenti devono comparire in ordine decrescente di quantità e per questo motivo alcune etichette alimentari possono trarre in inganno il consumatore. Significa che il primo ingrediente dell’elenco è più abbondante del secondo, che a sua volta è più abbondante del terzo e così via. Pertanto, controllando l’ordine degli ingredienti di due prodotti simili possiamo farci un’idea su quale dei due sia qualitativamente migliore.

Ad esempio, se nell’etichetta alimentare di due biscotti l’ordine di olio extra vergine di oliva e margarina è invertito è meglio scegliere quel prodotto in cui l’olio extra vergine di oliva compare per primo.

Le verifiche eseguite nella provincia pistoiese rientrano nell’ordinaria attività di controllo dei comparti agroalimentari che il Corpo forestale dello Stato pone in essere quotidianamente a tutela dei consumatori e degli operatori delle filiere produttive che operano nel rispetto della normativa.