Polizia Postale: oggi a Torino con "Una Vita da Social"

eugenia Scambelluri

Oggi alle 9,30 a Venaria, nella Piazza antistante la Reggia, si svolgerà la tappa conclusiva della campagna di sensibilizzazione ”Una Vita da Social”, che vede il coinvolgimento degli Istituti scolastici del territorio. Alla luce del recente tragico episodio che ha visto coinvolta una giovane studentessa  e che ha fortemente scosso  la comunità locale, il MIUR ha richiesto una tappa suppletiva che interesserà il Comune di Venaria Reale.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni, specialità della Polizia di Stato che opera in materia di reati informatici, aderisce quest’anno ad un progetto intitolato “Una vita da Social” curato dall’Ufficio relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dal Servizio Polizia Postale in collaborazione con il Miur, Radio Italia e con alcune delle più importanti società che, a vario titolo, operano sul web quali Fastweb, H3G, Libero.it, Wind ma anche You tube, Google, Poste Italiane, Telecom, Norton, Cisco, skuola.net, Vodafone, Virgilio allo scopo di realizzare una pianificata campagna di educazione alla legalità sulla rete internet.

Il progetto si realizza attraverso le tappe di un truck itinerante allestito con tecnologie di ultima generazione in cui verranno illustrate a studenti, famiglie e visitatori le principali insidie del web ed in particolare i rischi che corrono i minori nella navigazione in rete, affrontando tematiche di grande attualità quali il cyber bullismo ovvero l’adescamento on- line.

I fatti di cronaca ci riferiscono di un crescente numero di reati che si consumano ai danni di minorenni nel mondo virtuale al punto tale che attraverso il recepimento della Convenzione di Lanzarote  è stato introdotto il reato di adescamento on-line dove lo strumento informatico o telematico rappresenta  il mezzo  attraverso cui viene carpita la fiducia del minore.

Così come sempre più frequenti sono i casi di Cyber bullismo.

Il bullismo è un fenomeno da sempre esistito ma con il diffondersi di Internet, ciò che è cambiata è la potenzialità offensiva del gesto.

L’offesa non è più circoscritta alla ristretta cerchia di  amici della classe ovvero del quartiere ma attraverso la rete e la sua ampia diffusione, può arrivare dovunque.

Si comincia prestissimo, fin dalle elementari a “chattare”, ad avere un profilo su face book ecc. esponendosi talvolta senza difese e rischiando di imbattersi in commenti malevoli, talvolta in vere e proprie persecuzioni con le conseguenze drammatiche che conosciamo tutti.

Occorre ricordare inoltre che tutto ciò  che mettiamo in rete resta: le immagini postate, le opinioni espresse ecc.ecc. e che difficilmente potranno essere  rimosse.