Prostitute nigeriane prigioniere con riti voodoo

Roberto Imbastaro

La Polizia di Stato di Pescara, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della DAC (Direzione Anticrimine Centrale), sta eseguendo 6 misure cautelari nei confronti dei componenti di una banda di nigeriani accusati di riduzione in schiavitù finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini, partite l’anno scorso a seguito di una segnalazione dell’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) e poi coordinate dalla Procura Distrettuale di L’aquila, sono durate diversi mesi e si sono basate sia sulle dichiarazioni di alcune delle ragazze sfruttate, sia su numerose intercettazioni e servizi di controllo e pedinamento.Determinanti, invece, si sono rivelate le  dichiarazioni rese da tre ex prostitute, attualmente inserite in un programma di protezione e reinserimento sociale, che hanno deciso di collaborare e di denunciare le responsabilità dei rispettivi sfruttatori. Le donne venivano portate illegalmente in Italia dopo essere state “comprate” per somme variabili tra i 50.000 e i 60.000 euro. I particolari dell’operazione saranno resi noti durante la conferenza stampa che si svolgerà alle 11.00 presso la Questura di Pescara.