Prostituzione nei Night, sei arresti a Trapani

Domenico Silvestri

La Polizia di Stato di Trapani ha eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di vari reati. Gli arrestati sono accusati di sfruttamento della prostituzione all’interno dei Night Club Harris Bar di Erice e Laguna Blu di Trapani, nei quali avevano ingaggiato come presunte ballerine alcune ragazze dell’est che venivano fatte prostituire. I sei sono anche accusati di falsificazione di documenti propedeutici al rilascio del permesso di soggiorno, tentata estorsione e lesioni gravissime.

Nello stesso ambito è stata data esecuzione ad un’Ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari  carico di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate nonché Consigliere Comunale di Trapani ritenuto responsabile di corruzione e concussione. L’esecuzione delle misure restrittive costituisce il termine di una vasta attività di indagine che ha consentito di accertare l’istituzione e la gestione di case di prostituzione all’interno dei  locali notturni “HARRIS”  e “LAGUNA BLU” ubicati nei comuni di Erice e Trapani, nonché il connesso reato di sfruttamento della prostituzione di numerose giovani donne, tutte di nazionalità straniera, impiegate quali “ballerine” all’interno dei predetti locali. Le ragazze straniere  dietro compenso di denaro, si esibivano in spogliarelli e atti sessuali all’interno di “privè”, concordando con i clienti, previo consenso dei gestori dei locali , incontri esterni per consumare rapporti sessuali completi a pagamento. L’attività di sfruttamento della prostituzione in entrambi i locali era gestita  in modo dettagliata e tramite un’organizzazione accurata che curava ogni aspetto logistico, ovvero l’arrivo delle ragazze straniere in questo centro, la loro sistemazione, a titolo di locazione, in appositi appartamenti, il loro accompagnamento quotidiano presso i locali notturni, la gestione dei rapporti esterni con i clienti ed il controllo delle uscite per consumare  rapporti sessuali completi all’esterno del locale. Gli appartamenti in cui alloggiavano le ragazze, spesso non in regola con il permesso di soggiorno, venivano utilizzati anche per gli appuntamenti con i clienti che intendevano consumare rapporti sessuali completi. In entrambi i locali, peraltro, venivano praticate tariffe analoghe, ovvero il cliente per fruire della compagnia delle ballerine doveva offrire loro una consumazione ogni 10 minuti, pagare 50 € per intrattenersi per 10 minuti nei privè, corrispondere 200 € l’ora per avere un incontro esterno, che si teneva negli appartamenti in cui alloggiavano le “ballerine”.Le somme di denaro guadagnate venivano divise tra i gestori dei locali e le ballerine.

I dettagli sono stati appresi tramite l’attività investigativa di un agente che si è recato in uno dei locali fingendsi un cliente. Nel corso delle indagini si è anche scoperto che il funzionario dell’agenzia dell’entrate forniva informazioni sui controlli programmati dall’Agenzia dell’Entrate nei confronti di uno dei due locali notturni, ricevendo in corrispettivo  consumazioni  e rapporti sessuali. Gli investigatori della Squadra Mobile di Trapani hanno denunciato a piede libero il figlio del funzionario e un medico, in servizio presso l’Ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani,  per il reato di falsità ideologica in certificazione professionale. Il medico, infatti, aveva prodotto, due falsi certificati medici relativi al giovane che attestavano una malattia inesistente. I certificati erano stati utilizzati dall’indagato per ottenere il differimento della  prova motorio – attitudinale, cui lo stesso  doveva partecipare nell’ambito del concorso  per titoli ed esami a 814 posti nella qualifica di “Vigile del fuoco”.