Roma: 1^ riunione del gruppo di esperti internazionali in materia di sequestro dei beni

Michele Paese

Nella mattinata odierna ha avuto inizio, presso la Scuola Superiore di Polizia, la 1^ riunione del gruppo di esperti internazionali in materia di identificazione, localizzazione e sequestro dei beni, che è stata preceduta da una cerimonia di apertura alla presenza del Signor Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa, dei tre Vice Capi della Polizia, Prefetto Francesco Cirillo, Prefetto Alessandro Marangoni, Prefetto Matteo Piantedosi e dei vertici delle altre forze di polizia e delle massime autorità dipartimentali.

La creazione del citato gruppo di esperti scaturisce da una serie di raccomandazioni e risoluzioni presentate dall’Italia ed approvate in ambito Interpol, con la finalità di rafforzare l’azione internazionale di contrasto alla criminalità organizzata attraverso l’aggressione dei proventi da essa acquisiti illecitamente.

L’incarico demandato agli esperti comprende lo studio dell’attuale quadro normativo in materia di recupero dei beni e la formulazione di raccomandazioni finalizzate all’elaborazione di una proposta di testo da sottoporre alle autorità politiche per la sua traduzione in strumento giuridico internazionale.Tale strumento, anche grazie alla proficua collaborazione già sviluppata con l’UNODC per la realizzazione del “Digesto dei casi di criminalità organizzata”, potrebbe rappresentare il naturale sviluppo del lavoro svolto per la stesura della Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, siglata a Palermo nel 2000.

Alla citata conferenza, che si concluderà il prossimo 16 maggio, partecipano oltre 100 esperti provenienti da tutto il mondo e rappresentanti di istituzioni ed organizzazioni internazionali, fra cui l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), la Banca Mondiale, il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), Europol, il Consiglio di Europa, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la rete CARIN, il Gruppo Egmont e il Comitato 1267 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.