Roma: 16 arresti per associazione mafiosa

Giovanni De Roma

Sono 16 le persone arrestate all’alba di oggi per associazione mafiosa e per trasferimento fraudolento di beni dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, durante l’operazione “Tramonto” che ha richiesto l’impiego di circa 200 militari oltre a un elicottero e alcune unità cinofile del Corpo.

Scenario dell’operazione il litorale romano, zona nella quale gli arrestati, di fatto affiliati e fiancheggiatori del clan mafioso dei Fasciani di Ostia (RM), gestivano una serie di imprese operanti nel settore della ristorazione, degli stabilimenti balneari, delle discoteche nonché della rivendita e noleggio di autovetture.

Secondo gli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, il clan Fasciani si era insinuato nel tessuto economico legale della Città Eterna, re-investendo in diversi settori imprenditoriali i proventi derivanti dalle loro attività criminali, in primis il traffico di sostanze stupefacenti, l’usura e l’estorsione, reati per i quali alcuni esponenti del clan si trovano già in stato di detenzione.

Il ricorso alle c.d. “teste di legno”, cioè a soggetti non gravati da precedenti penali e di fatto nullatenenti in capo ai quali intestare le proprie imprese, nonché una spietata concorrenza sleale attuata nei confronti degli imprenditori onesti della zona, oltre permettere ingenti introiti aveva permesso ai responsabili di “mimetizzarsi” alla perfezione tra la moltitudine di imprese che operano nell’hinterland capitolino.

La creazione di vere e proprie “joint venture” tra i Fasciani e alcuni imprenditori romani, dirette a “schermare” la reale titolarità di molti business attraverso la costituzione di complesse strutture societarie, aveva poi fatto il resto.

Neppure il sequestro di alcune imprese, avvenuto nel luglio 2013, era riuscito a intaccare significativamente il patrimonio del clan, considerato che con l’intestazione fittizia delle aziende era stato possibile acquisirne alcuni rami, dai quali erano poi stati svuotati i relativi patrimoni aziendali prima che gli stessi potessero essere definitivamente confiscati.

L’odierna operazione condotta dalla D.D.A. e dalle fiamme gialle di Roma, ha però consentito di scoprire come le attività mafiose dei Fasciani e dei loro fiancheggiatori, nonostante non si siano mai completamente distaccate dalla violenza di strada, si erano adeguate a sistemi ben più remunerativi e sicuri sino ad arrivare al controllo economico del territorio di competenza attraverso realtà produttive che, almeno in apparenza, operavano in perfetta regolarità.