Roma, preoccupa l’escalation di violenza

red

A Roma c’è una violenza “eccessiva e incontrollata”. A lanciare l’allarme è il procuratore capo della capitale Giovanni Ferrara, che ieri, in un’audizione in commissione Antimafia a Palazzo San Macuto, non ha usato mezzi termini per descrivere la situazione della criminalità, alla luce degli episodi di violenza a Roma dall’inizio del 2011. Tra questi, alcuni omicidi “eccellenti” e ancora inspiegabili, come quello di Flavio Simmi, e diversi agguati con regolamenti di conti tra pregiudicati. “Nella società romana c’è una violenza eccessiva e incontrollata, anche per quanto riguarda quella spicciola”, sostiene Ferrara. “Roma – ha spiegato il procuratore capo – è un luogo di investimento, non di battaglie o di sangue. Qui si investe soltanto e ci sono piccole bande criminali molto violente”. Per Ferrara le cause di una tale violenza possono “essere ricercate nel modo di vivere, nella multietnicità e nel fatto che c’è gente che non sa di cosa vivere. C’é un paradosso – ha aggiunto – gli omicidi sono molti, alcuni riconducibili al narcotraffico ma la maggior parte a fatti privati. C’è criminalità organizzata a Frosinone e Latina mentre Rieti e Viterbo sono isole felici”. Ad analizzare la situazione criminalità a Roma, sempre in commissione Antimafia, è stato anche il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, Giancarlo Capaldo. “Più che essere gli omicidi a destare allarme, il dato che dovrebbe preoccupare di più sono le gambizzazioni”, ha detto Capaldo, per il quale “la criminalità organizzata mira alla finanza e ha lasciato il controllo a gruppi autoctoni di livelli medio bassi”. Durante l’audizione è stato specificato che a Roma, dal 2011, si sono verificati 27 omicidi, di cui 6 da risolvere e due “in dirittura d’arrivo”, mentre solo 6 o 7 sarebbero riconducibili alla criminalità organizzata.