Sassari: assoluzione agenti carcerari

Eugenia Scambelluri

L’omicidio di Marco Erittu, avvenuta nel carcere di San Sebastiano a Sassari il 18 novembre 2007 per mano di altri due detenuti, non vide in alcun modo il coinvolgimento di Agenti di Polizia Penitenziaria. Lo conferma la sentenza emessa dalla Corte di Assise del Tribunale di Sassari che ha “assolto perché il fatto non sussiste” cinque Agenti accusati di concorso in omicidio e favoreggiamo.

Commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “L’assoluzione dei 5 colleghi della Polizia Penitenziaria di Sassari accusati ingiustamente di gravissime accuse è una buona notizia. Solamente loro e le loro famiglie possono sapere quali momenti terribili hanno vissuto per accuse che oggi i giudici hanno escluso in maniera netta e inequivocabile. Cosa faranno e diranno ora tutti quelli che per settimane e mesi hanno accusato e linciato moralmente i Baschi Azzurri di Sassari? Bisogna restituire dignità e onorabilità ai poliziotti penitenziari, tutti, al centro per mesi di accuse agghiaccianti ma senza alcuna prova. Ora si parli degli oltre 17mila detenuti salvati dal suicidio in carcere dai Baschi Azzurri negli ultimi vent’anni”.

Prosegue, Capece: “La Polizia penitenziaria, a Sassari come in ogni altro carcere italiano, non ha nulla da nascondere. L’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una “casa di vetro”, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci “chiaro”, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale – ma ancora sconosciuto – lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. Del carcere e dei Baschi Azzurri viene spesso diffusa un’immagine distorta, che trasmette all’opinione pubblica un’informazione parziale, non oggettiva e condizionata da pregiudizi. E ora sarebbe il caso che chi ha accusato ingiustamente i poliziotti del carcere di Sassari chiedesse quantomeno scusa per avere offeso l’onorabilità del Corpo”.