Sassuolo, GdF: elicotteri a caccia di reati ambientali

Ernesto Bruno

 

La zona era stata sorvolata più volte e quel complesso produttivo di oltre 60.000 mq. non passava certo inosservato, ma quando i finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Rimini sono scesi a terra per capire meglio cosa ci fosse all’interno di quei capannoni hanno trovato uno stato di degrado ambientale davvero preoccupante.

Nel territorio del comune di Sassuolo, vicinissimi al centro abitato, all’interno di una vecchia fabbrica di ceramiche ormai chiusa, i finanzieri riminesi hanno rinvenuto, oltre alle coperture di eternit ormai deteriorato che avevano osservato in volo, oli esausti, vernici, materiali inerti, montagne di piastrelle rotte e perfino contenitori pieni di acido solforico.

Entrati nel ceramificio, accompagnati dai responsabili dell’azienda e dai tecnici dell’ARPA per procedere al delicato prelievo dei campioni di rifiuti tossici e nocivi, gran parte dei quali costituiti dall’amianto sbriciolato sul terreno, dopo un’intera giornata dedicata ai rilevi, i militari della Guardia di Finanza hanno redatto una stima piuttosto precisa di quanto rinvenuto e che parla di 31 capannoni con coperture in eternit ormai in rovina, insistenti su un’area di oltre 130.000 metri quadri, 1.500.000 kg. di rifiuti di vario genere e altri 750.000 kg. di amianto.

L’area, perciò, è stata posta sotto sequestro preventivo mentre i responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Modena per deposito incontrollato di rifiuti e getto pericoloso di cose.

Reati per i quali è prevista la reclusione fino a due anni, oltre alla comminazione di pesanti sanzioni amministrative, tra le quali quelle del Comune ove la fabbrica era stata realizzata e la cosiddetta “ecotassa” che la società proprietaria dell’impianto dovrà corrispondere alla Regione Emilia Romagna.