Saviano, capo Mobile Napoli: "no alla scorta"

Domenico Silvestri


Sull’assegnazione alla scorta a Roberto Saviano, il nostro parere fu negativo”. Lo rivela, in
un’intervista al Corriere della Sera Magazine, il capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani.
”Ho arrestato centinaia di delinquenti. Ho scritto, testimoniato, e giro per la città con mia moglie e i miei figli senza scorta. Non sono mai stato minacciato”, continua parlando al magazine che uscirà giovedì prossimo. A proposito della scorta assegnata tre anni fa all’autore di ”Gomorra”, Pisani racconta: ”A noi della Mobile fu data la delega per riscontrare quel che Saviano aveva raccontato a
proposito delle minacce ricevute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull’assegnazione della scorta. Resto perplesso – aggiunge – quando vedo scortate persone che hanno fatto meno di tantissimi poliziotti, carabinieri, magistrati e giornalisti che combattono la camorra da anni”. E sul bel best seller tradotto in 43 Paesi, il capo della Mobile dice: ”Il libro ha avuto un peso mediatico eccessivo rispetto al valore che ha per noi addetti ai lavori”. Secondo il capo della squadra mobile per rapportarsi alla criminalità organizzata bisogna rispettare ”delle regole deontologiche” e soprattutto cercare di non dare ”un’immagine eroica della lotta alla criminalità” perché ” la lotta alla
criminalità è una cosa normale. A cui tutti possono partecipare”. Diventato a soli trent’anni capo della omicidi di Napoli, a Magazine Pisani dice la sua anche sulle intercettazioni, di cui invita a considerare l’enorme importanza ai fini delle indagini. ”Sono perplesso dal fatto che per autorizzare
un’intercettazione ci debbano essere gravi indizi di colpevolezza”, spiega.