Sequestrata area porto turistico di Fiumicino

redazione

L’ intera area del cantiere del porto turistico di Fiumicino, sequestrata dai finanzieri del Comando provinciale di Roma coordinati dal pm di Civitavecchia Lorenzo Del Giudice, si estende su una superficie di oltre cento ettari.
Il progetto, affidato a una societa’ del gruppo Acqua Pia Antica Marcia, prevedeva la realizzazione, sia a mare che a terra, di cantieri nautici, strutture abitative, ricettive, commerciali, sportive e box auto e, secondo leintenzioni, doveva garantire la ricettivita’ di circa 1.500 imbarcazioni. Dalle indagini condotte dal nucleo di polizia tributaria della capitale, e’ emerso che dietro i lavori di costruzione del "Porto della Concordia" di Fiumicino, avrebbe operato un meccanismo di affidamento delle commesse tra imprese riconducibili, direttamente o indirettamente, al gruppo, con l’ intento di realizzare l’ opera ad un costo di gran lunga inferiore a quello stimato, di circa 400 milioni di euro. In particolare, l’ impresa concessionaria, da parte della Regione Lazio, della zona demaniale marittima per un periodo di 90 anni – una societa’ partecipata da un ente pubblico e di fatto gestita anche attraverso patti di sindacato, dallo stesso gruppo imprenditoriale – avrebbe affidato, senza ricorrere ad alcuna gara di appalto, la realizzazione "chiavi in mano" della struttura ad una societa’ "general contractor" sempre del gruppo, che, a sua volta, avrebbe sub-affidato le varie commesse, a costi contrattuali sensibilmente inferiori, ad altre societa’, peraltro prive di sufficienti capacita’ imprenditoriali e strutturali.