Siccità: emergenza in Toscana

Roberto Imbastaro

Come abbiamo letto nell’articolo di La Nazione del 17 aprile 2012, pagina 20, che titola: “TOSCANA, Più alta l’acqua nella diga del Bilancino – Piove, piove: ma ancora poco. Non cessa l’allarme siccità. Se ne parlerà domani 26 aprile 2012 a Firenze nell’incontro promosso dalla Fondazione Cesifin”. Come cittadini, prima di convegni e incontri, serve ricevere dal proprio Sindaco i dati utili a verificare se la sua amministrazione è pronta a interventi di Protezione Civile per evitare che la gestione dell’acqua potabile attivi gravi e incontrollabili criticità sociali. In sintesi, non si arrivi all’improvviso un giorno a essere informati che non abbiamo a disposizione l’acqua potabile per i nostri anziani, malati, portatori di disabilità, bambini e per le nostre attività economiche.

Premesso che l’acqua, considerata erroneamente un bene inesauribile, è un bene che anno dopo anno diventa esauribile per i seguenti motivi:• Non è mai stato in atto un monitoraggio e una programmazione demografica. Infatti, in 100 anni la popolazione italiana è raddoppiata.• La qualità della vita delle singole persone vede aumentare i singoli consumi d’acqua.• Non è mai stato in atto un monitoraggio e una programmazione sulle attività agricole. Infatti, sono messi a dimora prodotti che chiedono ingenti consumi d’acqua.• Le falde, anno dopo anno, si abbassano di livello mentre l’andamento delle precipitazioni è estremamente ridotto di anno in anno, salvo caratterizzarsi come improvvisi e devastanti rovesci.• Non abbiamo avuto notizia di un monitoraggio e di una programmazione di detta risorsa.• Non abbiamo avuto notizia di un monitoraggio e di una programmazione sulle attività industriali che impegnano ingenti risorse idriche.• Non abbiamo avuto notizia di un monitoraggio e di una programmazione sulle attività di edilizia sia abitativa sia destinata alle seconde case per le vacanze.

La situazione è delicata e, se non si presenta in tutta la sua drammaticità è solo grazie alle attività degli ultimi anni nella ricerca delle perdite occulte, nella sostituzione delle condotte inadeguate, nelle perforazioni di nuovi pozzi.Chi confida in un acquazzone per migliorare la situazione si sbaglia perché non sarebbe sufficiente a riempire gli invasi dove le maggiori città attingono le risorse idriche.Occorre altresì tener conto che sul fronte ambientale è necessario un uso accorto delle risorse idriche, al fine di proteggere i fiumi, i laghi e le aree umide in cui milioni di persone vivono.Conclusione, è essenziale per tutti i cittadini che ogni sindaco, a partire da quello di Firenze, acquisisca e fornisca notizia di un’azione tesa in tempi certi alla costruzione di un Quadro conoscitivo al fine di programmare interventi di mitigazione dei rischi connessi alla siccità, informare per tempo i cittadini e i soggetti economici sulle problematiche nell’erogazione del servizio, quindi suggerire le ordinanze utili alla limitazione dell’uso dell’acqua potabile, cercando anche di limitare i disagi.