Sicurezza IT: lo studio “8 Steps to Modernize Security for the Application Economy”

redazione

La protezione di dati e risorse rappresenta tuttora il volano principale per la sicurezza, ma i risultati di una recente ricerca rivelano una nuova visione ed un approccio differente da parte delle aziende nel contesto dell’Application Economy. Lo studio, commissionato da CA Technologies (NASDAQ: CA) e intitolato “8 Steps to Modernize Security for the Application Economy”, mostra in che modo mobilità, API e la necessità di cogliere nuove opportunità di business possano trovare un giusto equilibrio fra controllo e accessibilità in materia di sicurezza.

“Oggi la sicurezza ha un ruolo prioritario; sono ormai trascorsi anni dai tempi in cui veniva contemplata a posteriori ed eventualmente aggiunta in coda all’implementazione di un servizio o di un’applicazione”, ha dichiarato Antonio Rizzi, Sr Director Practice Services di CA Technologies. “Ora che l’Application Economy viaggia a pieno regime in questo mondo iperconnesso di utenti, dispositivi e dati ambientali in forte crescita, le aziende si stanno rendendo conto che la sicurezza va al di là della semplice protezione. Gli stessi strumenti che controllano chi e cosa accede ai nostri dati possono anche garantire una customer experience positiva e fluida, contribuendo in vari modi alla creazione di prodotti e servizi innovativi e quindi alla crescita del business aziendale”.

 

Ecco alcuni dei principali dati emersi dallo studio:

·         Importanza della mobilità – Il miglioramento della customer experience in mobilità è stato citato, a livello mondiale, come massima priorità nell’ambito della sicurezza (42%), secondo solamente alla protezione contro le violazioni dei dati (56%). Il 49% degli intervistati ha affermato che la mobilità ha un forte impatto  sulle pratiche e procedure di security riguardanti i clienti.

Anche in Italia si osserva una situazione simile: fra le priorità di sicurezza si riscontra al primo posto la voce ‘protezione contro le violazioni dei dati’ (55), seguita da ‘garanzia di sicurezza dei dati e delle applicazioni cloud’ (34%). Sempre in Italia, l’impatto della mobilità sulle procedure di security è considerato significativo dal 33% degli intervistati. Si prevede che questa percentuale possa crescere man mano che fenomeni quali la mobilità, la prassi del BYOD e Internet delle Cose contribuiranno a dar vita a “imprese senza fili” dove la connettività non-stop porrà ulteriori rischi per dipendenti, clienti e partner sotto il profilo della complessità e della protezione.

·         Voglia di innovazione – Per aver successo nell’economia delle applicazioni le aziende devono innovare e rilasciare applicazioni in tempi più rapidi, sfruttando appieno la potenzialità offerte dalle API. Per assecondare questa esigenza, il 79% del campione internazionale (l’80% in Italia) ha deciso di rendere disponibili i propri dati sotto forma di API con l’intento di accelerare la delivery delle applicazioni mobile e web, migliorare le interazioni con i clienti e aprire nuovi canali e opportunità di guadagno – rendendo quindi necessarie nuove considerazioni sul fattore di protezione della sicurezza.

·         Adozione di nuovi atteggiamenti – Il 48% dei soggetti intervistati, percentuale che in Italia raggiunge il 66%, si rende conto che la sicurezza può essere un agente importante per la crescita del business aziendale. Il 78% (l’80% in Italia) ha già ottenuto e/o si aspetta di ottenere un aumento dei ricavi derivanti dai nuovi servizi resi possibili da un maggiore livello di sicurezza.

·         Crescita degli investimenti in security – Questa nuova visione della sicurezza ha portato a un aumento degli investimenti nella security. Secondo gli intervistati, nei prossimi tre anni il 25% di della spesa IT sarà dedicata alla sicurezza, contro il 18% attuale. In Italia gli investimenti in quest’area nei prossimi tre anni raggiungeranno il 18% della spesa IT, rispetto all’attuale 15%.