Smantellata organizzazione criminale olandese

Roberto Imbastaro

Alle prime ore di oggi, in concomitanza con un’articolata operazione di polizia condotta in Olanda, i militari della Guardia di Finanza di Torino hanno tratto in arresto, su ordine della locale Autorità Giudiziaria, un trentatreenne torinese, di origine siciliana. Nelle stesse ore, la Polizia fiamminga ha eseguito cinque arresti e decine di perquisizioni ad Eindhoven, Waalwijk, Renswoude e Helmond, decapitando il vertice dell’organizzazione.L’operazione è il frutto di una collaborazione internazionale avviata lo scorso anno con la Polizia e la magistratura olandese, che ha consentito di individuare e smantellare una pericolosa organizzazione di trafficanti di droga, composta prevalentemente da cittadini dei Paesi Bassi, con base nella città di Eindhoven. Dalle indagini è emerso che il gruppo criminale era in grado di organizzare mensilmente partite di hashish per centinaia di chili inviate in diversi Paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, con un giro d’affari stimato in svariati milioni di euro. Lo stupefacente, chiamato in gergo dai trafficanti  jacket, presenta una qualità superiore rispetto a quello di origine magrebina, ben più diffuso sulle piazze cittadine dello spaccio.Il referente italiano è accusato di essere il destinatario di una partita di hashish sequestrata dalle Fiamme Gialle lo scorso mese di novembre, nelle vicinanze del casello autostradale di Bruere (TO). Lo stupefacente, suddiviso in 187 panetti, viaggiava a bordo di un camion condotto da un autista olandese, abilmente occultato all’interno di fustini di detersivo. Un accorgimento che doveva servire a disorientare i cani antidroga nel corso di eventuali controlli. I quasi 2 quintali di droga avrebbero fruttato sul mercato dello spaccio intorno ai due milioni di euro.Quale acconto per la partita di droga, il trafficante torinese aveva consegnato a due emissari dei fornitori olandesi, giunti per l’occasione a Torino, una borsa contenente ben 330 mila euro in contanti. Dopo il sequestro, l’italiano si era più volte adoperato per ricevere altra merce, recandosi personalmente in Olanda per incontrare i fornitori che, nel frattempo, però avevano cominciato a muoversi con estrema circospezione.Si punta ora a ricostruire la rete di connivenze e la filiera che avrebbe dovuto portare la droga sulle piazze dello spaccio.