Smau premia le 7 start up italiane più innovative

redazione

Nel pomeriggio del primo giorno di fiera, Smau ha acceso i riflettori sulla prima edizione del Premio Lamarck, un riconoscimento inedito e originale realizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, in collaborazione con la community Startupbusiness e dedicato alle più promettenti Start up presenti in fiera all’interno dei Percorsi dell’Innovazione.

Il premio, dal nome del naturalista Jan Baptiste Lamarck che presentò per primo la teoria evoluzionista secondo cui gli organismi viventi si modificherebbero gradualmente nel tempo adattandosi all’ambiente, è sì un tributo alle migliori start up, ma vuole essere soprattutto, come nel più pieno spirito Smau, un momento di condivisione dell’eccellenza pioneristica italiana, che mira a stimolare e ispirare le nuove generazioni e ad incentivarle a continuare a fare business e ricerca nel nostro Paese.

Dopo il saluto di Alvise Biffi, Presidente Giovani di Confindustria di Assolombarda, ha preso la parola Bianca Granetto, analista Gartner, che ha invece illustrato lo scenario attuale dell’IT nelle aziende italiane, in relazione ai grandi temi dello sviluppo economico e della partecipazione all’economia digitale. “I numeri previsionali dell’Europa nel 2013 sono ancora negativi (crescita 0,2%): l’Italia permane in uno stato recessivo, la perdita di competitività resta diffusa persino per i Paesi Brics, e anche la crescita media mondiale, stabile al 3%, appare piuttosto contenuta”, osserva Bianca Granetto. “La sfida dell’innovazione quindi, mai come in questo momento, è davvero associata a sviluppo e crescita quasi in modo speranzoso: il web è uno stato di cui non si può proprio più fare a meno per scambi culturali, di comunicazione, per informarsi e, naturalmente, è anche terreno fertile di scambi economici. Dall’informatizzazione alla digitalizzazione: è questo il passo importante che bisogna compiere per elevare la competitività, dal momento che il mondo si muove inevitabilmente in questa direzione. Bisogna attuare nuove strategie di innovazione (come per esempio il telelavoro, funzionale per le donne), da destinare ai cosiddetti nativi digitali, i bambini di oggi che hanno conosciuto il web sin dalla loro nascita: non si può non considerarli gli interlocutori del futuro”.

Andrea Rangone, Full Professor della School of Management del Politecnico di Milano, si è focalizzato sugli aspetti principali del “fare start up” oggi, sulle opportunità straordinarie di crescita che questa propone: “perché leggendo i dati, si comprende che da dieci anni a questa parte il 40% dell’economia occidentale si è fondato sull’imprenditoria singola. Anche qui dobbiamo rendercene conto: l’Italia “brilla” per investimenti a due cifre nell’ambito delle start up (27.000 milioni di euro per start up ICT e 20.000 milioni nel 2012), a fronte di investimenti quantomeno a tre cifre degli altri paesi europei. È un trend che deve cambiare: storicamente l’Italia ha dalla sua il potere dell’inventiva, della fantasia, della creatività, del “saperci fare da soli”. L’Italia ha l’imprenditorialità nel suo bagaglio cromosomico, e spesso ha avuto modo di realizzarsi in distretti industriali di pura eccellenza: la geografia è stata per moltissime realtà un abilitatore nella creazione di sinergie. Back to the future è il motto da aver presente, tornare alla piccola imprenditorialità, ma tecnologica: questa è la strada da seguire, questa è la strada delle start up. I dati e gli studi sono confortanti: se oggi si iniettassero nelle start up 300 milioni di euro in investimenti seed, così come è stato fatto in Germania, tra un decennio l’impatto sul PIL sarebbe di circa 3 miliardi di euro, ovverosia lo 0,2% del PIL.

In seguito ha avuto luogo la tavola rotonda dal titolo “Ripartire da noi: giovani imprenditori, start up e multinazionali ICT a confronto” moderata da Sebastiano Barisoni, giornalista di Radio24, che ha visto i Presidenti dei Giovani di Confindustria di alcune Regioni italiane confrontarsi con gli Amministratori delegati di importanti imprese nel ramo ICT.

Ha esordito Marco Gay, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, sottolineando l’importanza del “fare “ri-start up”, di dare cioè nuova linfa vitale alle imprese attive magari da più generazioni e che hanno bisogno di innovarsi. Dai grandi player ci aspettiamo la capacità di incidere sulle situazioni geopolitiche del Paese, apportando nuove possibilità di lavoro per la popolazione attirando attenzione da parte delle istituzioni. Ciò che manca è invece sicuramente lo sharing dell’innovazione, che potrebbe essere alla portata di tutti: la semplificazione è una parola d’ordine che forse non viene sufficientemente valorizzata”.

Giorgia Iasoni, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna, insiste sulla provocazione lanciata da Sebastiano Barisoni, cioè su cosa manca agli imprenditori e che cosa fanno i player ICT per essere di supporto. “Una maggiore capacità di investimento nei giovani, nelle buone idee che faticano a realizzarsi: in primo luogo a tagliare le gambe all’imprenditore è proprio il non accesso al credito per i giovani, unito alla difficoltà di fare sistema, di creare partnership solide e durature”.

“Dobbiamo aiutare i giovani imprenditori a investire in loro stessi per fare impresa”, continua Roberta Virago, Vice Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, “ma soprattutto bisogna formare le competenze, istruire nel segno dell’innovazione, insegnare come si diventa imprenditori virtuosi. Questo manca davvero tanto all’Italia, perché i limiti ci sono e nel campo della formazione sono anche evidenti. A volte poi è difficile fare il salto di qualità, perché l’amministrazione e la burocrazia, ma spesso anche i padri-padroni all’interno dell’azienda tarpano le ali”.

Stefano Poliani, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia, ammette l’esistenza di criticità nel campo delle piccole imprese. In primo luogo ravvisa il fatto che, se tramandate da padre in figlio, “spesso queste non premiano il merito, non stimolano i giovani che, contemporaneamente, tendono ad appoggiarsi al talento di chi li ha preceduti al comando. Anche in questo caso ci deve essere un momento importante di discontinuità, perché i giovani possono, anzi devono innovare e rigenerare la propria impresa nel segno della tradizione”. Riguardo alle richieste alle multinazionali, Poliani conclude: ”noi chiediamo flessibilità e comprensione, spesso le micro realtà italiane sono fondate sul genio, e il genio non si può imbrigliare in un business plan”.

La parola è passata quindi agli interlocutori delle grandi multinazionali, i quali hanno presentato la loro esperienza in merito a ciò su cui puntano le multinazionali per fare business in Italia e quali sono i punti di forza del nostro Paese che possono attrarre gli investimenti del mercato globale.

Paolo Castellacci, Presidente di Computer Gross, che si dichiara d’accordo con gli imprenditori: “il mondo ICT e il mondo dell’impresa in generale, si sostiene sulla competenza, sulla capacità, che va allenata e coltivata nel tempo. Da parte mia il contributo per le piccole imprese si riflette nella condivisione di informazioni, nel mettere a fattore comune un’infrastruttura che sicuramente un piccolo imprenditore non si può permettere. Nel contempo ai giovani dico di fare davvero i giovani, di investire e concentrarsi in progetti coraggiosi e innovativi, di non cercare di replicare i paradigmi della old economy, che certamente non è più percorribile”.

Filippo Ligresti, Amministratore Delegato di Dell Italia, mette a disposizione capacità finanziaria e conoscenza, “insieme a un bagaglio di esperienza a livello planetario. Le start up con buone idee, soprattutto in ambito cloud e mobilità, in cui Dell sta investendo molti sforzi, vanno senz’altro aiutate a valorizzarsi. Tra l’altro, il vantaggio è reciproco, anche le grandi multinazionali hanno interesse a essere contaminate da intuizioni innovative”.

Stefano Venturi, Amministratore Delegato HP Italia, ha esordito con delle considerazioni di scenario, notando come “spesso in Italia si deve lottare per aprire nuove attività qui, sul territorio, a causa della burocrazia e delle difficoltà ad avere risposte in tempi rapidi. In questo piccole imprese e multinazionali sono partner nella stessa battaglia: la collaborazione, il dialogo, la joint venture può essere una soluzione, pur non essendo l’azienda un incubatore.

Per concludere Emil Abirascid, giornalista curatore dei Percorsi dell’Innovazione, ha annunciato le 7 start up vincitrici e ha consegnato i premi messi a loro disposizione, tra cui Microsoft BizSpark Plus-Startupbusiness, dedicato alla start up vincente nella categoria cloud. Il pacchetto comprende giornate di consulenza architetturale sul cloud computing e una copertura fino a 60.000$ in un anno di uso della piattaforma cloud Windows Azure. Il premio è stato offerto da StartupBusiness e Microsoft BizSpark.Per le altre sei start up selezionate dalla giuria presieduta dai Giovani Imprenditori di Confindustria IBM mette in palio l’accesso gratuito e pre-autorizzato al programma IBM Global Enterpreneur, un programma IBM ad invito selettivo in Italia del valore di 60.000$. Computer Gross offre 100 ore di Formazione Professionale all’interno del percorso formativo Computer Gross Academy che prevede training e percorsi di formazione per Titolari, Manager e figure Commerciali con sessioni dedicate di Leadership, Arte della vendita, Comunicazione, Public Speaking e Teambuilding. Portolano Cavallo Studio Legale mette in palio un premio consistente in un pacchetto di servizi legali per il valore di 20.000 euro e PoliHUB, l’Acceleratore del Politecnico Bovisa, metterà a disposizione gratuitamente 12 mesi di servizi e spazi di incubazione per la start-up. L’incubazione, oltre all’accesso alle infrastrutture, fornirà anche un valido supporto attivo di mentorship nella messa a punto della propria idea imprenditoriale, sia a livello di mercato che di tecnologia, nella definizione del business-plan e nell’identificazione di collaborazioni, ove fossero ritenute necessarie dall’imprenditore, con i gruppi di ricerca di riferimento del Politecnico di Milano. Dell avrà il piacere di offrire 3 giornate di consulenza, che saranno di aiuto alla start up per sfruttare al meglio gli standard di settore per utilizzare nuove tecnologie, migliorare le prestazioni, assicurare la scalabilità e aumentare al massimo il valore degli investimenti IT. HP invece mette a disposizione tre opportunità di coaching individuale con senior business leaders dell’azienda, indirizzate all’orientamento e al supporto delle iniziative di impresa.

Di seguito il dettaglio dei vincitori che si sono aggiudicati la Prima edizione del Premio Lamarck:

KENT’ S STRAPPER (Firenze) Vincitore del Premio PoliHUB

Kent’s Strapper (KS) è una giovane impresa fiorentina familiare specializzata nella progettazione e produzione di stampanti 3D open source con tecnologia fused filament fabrication (FFF). La stampante 3D con tecnologia fused filament fabrication è uno strumento che permette di materializzare volumi molto complessi, prodotti con i software di modellazione CAD, attraverso la deposizione di un filamento di materiale plastico stratificato, fino a raggiungere il volume desiderato, con tolleranze che posso raggiungere i 0.1 mm.

LAURA SAPIENS (Mantova) Vincitore del Premio Dell

Laura Sapiens è una impresa italiana nata per migliorare la relazione tra le persone e i sistemi informatici su scala mondiale. Fondata nel 2011, la società è produttrice di EGO! Smartmouse il primo dispositivo di interazione personale al mondo che permette di trasferirire i file da un computer all’altro con un lieve gesto di polso.

M2TECH (Navacchio di Cascina, Pisa) Vincitore del Premio Computer Gross

M2Tech Srl progetta, produce e commercializza sistemi audio per la riproduzione della musica digitale ad alta risoluzione. La start up ha ideato il Joplin, un dispositivo per archiviare su computer il contenuto di supporti musicali analogici (nastri, dischi, trasmissioni radiofoniche, riprese dal vivo) alla massima qualità possibile, estremamente più elevata di quella del CD.

MAYAM R&BD (Roma) Vincitore del Premio Portolano – Cavallaro

MAYAM R&BD è una startup italiana che, attraverso il laboratorio Mente in Movimento Italy, opera nel campo della ricerca finalizzata all’immissione di prodotti e servizi innovativi sul mercato mondiale. Il laboratorio fonda i propri valori sul coinvolgimento strategico, creativo ed operativo delle nuove generazioni nonchè di altre realtà emergenti made in Italy. La start up ha ideato Leonardo il primo linguaggio di programmazione che permette di sviluppare qualsiasi tipologia di software attraverso il linguaggio umano.

MEEFARM (Foggia) Vincitore del premio IBMMeefarm è un laboratorio di idee dedicato al mondo della libera arte. Ispirandosi alla logica di Google, Youtube e Facebook, Meefarm ha creato Meetale, un portale che offre agli Autori i mezzi per pubblicare gratis in piena autonomia e indipendenza le proprie opere.

SEABREATH (Parma) Vincitore del premio HP

Seabreath è un sistema per ottenere energia da moto ondoso. La realizzazione prevede una struttura modulare fatta con containers riciclati e l’impiego di materiali naturali o comunque riciclabili in linea con una filosofia rispettosa dell’ambiente.

ZERO12 (Cittadella PD) Vincitore del premio Microsoft Bizspark

Zero12 srl è una startup la cui mission è confezionare servizi Cloud e Mobile App su misura. La start up ha ideato Drivefarm, un File Server as a Service progettato e sviluppato per rispondere alle esigenze delle PMI in fatto di gestione del loro patrimonio documentale (progetti, foto, contratti, cataloghi) eliminando le problematiche connesse all’hardware in azienda.

Il programma di eventi dedicati alle start up continua giovedì con lo Speed Dating dell’Innovazione, iniziativa realizzata in collaborazione con la community Startupbusiness che si pone l’obiettivo di far incontrare una selezione di oltre 30 start up dei Percorsi dell’Innovazione con investitori, incubatori e imprenditori italiani.