TLC: L’Ultimo Appello di Asstel: Senza Infrastrutture non c’è AI

l messaggio lanciato dal Presidente di Asstel, Pietro Labriola, durante l’ultimo tavolo con il MIMIT e i vertici governativi, non è solo un grido d’allarme settoriale: è una questione di sopravvivenza competitiva per l’intero sistema Paese. Se la filiera delle telecomunicazioni rallenta, la trasformazione digitale — e con essa l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale su scala industriale — rischia di restare al palo.

🏛️ Un Tavolo d’Urgenza: Politica e Strategia

L’incontro tra Asstel, i ministeri (MIMIT, MEF, Lavoro), il Dipartimento per la trasformazione digitale e i sindacati ha messo in chiaro un punto fondamentale: la velocità delle decisioni politiche deve pareggiare quella dell’innovazione tecnologica.

Per Labriola, il tempo delle attese è scaduto. Il rischio concreto è la compromissione della competitività digitale dell’Italia rispetto ai partner europei e globali.

🚀 Le 6 Priorità per il Rilancio

Per rimettere in moto il motore dell’innovazione, Asstel ha tracciato un percorso in sei punti chiave che ogni operatore del settore (e ogni legale attento ai risvolti normativi) dovrebbe monitorare:

  1. Regole eque e chiare: Creare un contesto normativo che non scoraggi, ma attragga capitali e investimenti a lungo termine.
  2. Sviluppo Infrastrutturale: Eliminare i colli di bottiglia che rallentano la posa di fibra e reti di nuova generazione.
  3. Rinnovo Frequenze: Un sistema più semplice e trasparente. Lo spettro non è un dettaglio tecnico, ma una risorsa industriale strategica.
  4. Energia: Riconoscimento del settore TLC come industria ad alta intensità energetica (fondamentale per la sostenibilità dei costi).
  5. Call Center: Interventi strutturali per un comparto in forte sofferenza che necessita di nuove tutele.
  6. Lavoro e Formazione: Politiche attive per la formazione continua e nuove forme di flessibilità, necessarie per gestire l’impatto dell’automazione e dell’AI.