Truffa alla UE per 53 milioni di euro

Stefano Serafini

Una truffa da oltre 53 milioni di euro ai danni dell’Unione Europea su fondi destinati alla ricerca scientifica, è questo il risultato dell’operazione “Cocoon” condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Milano sotto la direzione della Procura della Repubblica meneghina, al termine della quale le Fiamme Gialle hanno anche denunciato 23 persone.

L’indagine era nata alla fine del 2008 a seguito di una segnalazione pervenuta dall’Ufficio Europeo per la lotta Anti-frode (OLAF), riguardante raggruppamenti transnazionali di Enti (pubblici e privati) ed imprese, beneficiari di finanziamenti erogati direttamente dall’Unione Europea nel settore dell’innovazione tecnologica e della ricerca.

Nel corso delle indagini i militari della Guardia di Finanza milanese – operando in stretto contatto con il II Reparto – Analisi e Relazioni Internazionali del Comando Generale del Corpo – accertavano che per ottenere il finanziamento era richiesta dal bando internazionale una partnership tra società di diversi Stati dell’Unione, ma che alcune di queste risultavano totalmente inesistenti nonostante avessero dichiarato di aver sede in Inghilterra, Francia, Grecia, Austria, Svezia, Slovenia e Polonia.

Le condotte delittuose accertate dagli investigatori nei confronti dei responsabili vanno dalla predisposizione di proposte finalizzate all’ottenimento del finanziamento riportanti informazioni non veritiere, alla rendicontazione di spese inesistenti ovvero “gonfiate” attraverso l’utilizzo di falsa documentazione contabile relativa a società italiane ed estere, fino all’inserimento in rendicontazione, in veste di “ricercatori”, di soggetti inesistenti o addirittura ignari.

Grazie all’ingegnoso movimento truffaldino ideato dai responsabili, infatti, tali progetti non vedevano apporti finanziari privati, mentre i contributi comunitari indebitamente ottenuti venivano intascati dagli indagati e destinati ad altri fini.

Nel contesto, ovviamente, le attività di ricerca finanziate (riguardanti i settori della Sanità, della Pubblica Amministrazione, della Sicurezza Stradale e dell’Università) sono risultate completamente false o comunque prive di una concreta applicazione.

La truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea è il reato contestato in capo ai 23 responsabili, 7 dei quali dovranno anche rispondere di associazione a delinquere, mentre a tutti i soggetti indagati è stato inoltre contestato il reato transnazionale (ex Legge 146/2006).