Truffe cyber su Booking e OTA, il nuovo allarme per chi viaggia: i criminali del web non si limitano più a imitare le piattaforme, ma plagiano prenotazioni autentiche

redazione

“Le truffe legate a Booking.com stanno cambiando volto e diventano sempre più difficili da riconoscere. Non si tratta più soltanto di e-mail sospette o messaggi scritti male, ma di comunicazioni costruite con dati reali: nome della struttura, date del soggiorno, numero di prenotazione e riferimenti personali del viaggiatore. È proprio questo il salto di qualità che rende il fenomeno particolarmente insidioso: il messaggio non sembra falso, perché contiene informazioni vere e indirizzi e-mail più che plausibili.

Il consiglio per i viaggiatori è semplice ma decisivo: non usare mai i link ricevuti in chat, e-mail, SMS o WhatsApp per completare pagamenti o verifiche. Da parte nostra, che dal nostro Osservatorio Cyberoo stiamo intercettando una crescita notevole di questo genere di truffe, soprattutto in periodo di ferie, la raccomandazione è finalizzare sempre l’acquisto di un soggiorno sull’app o sul sito ufficiale di Booking e delle OTA, controllare la prenotazione da lì più volte e, in caso soprattutto di spese elevate, contattare la struttura solo tramite recapiti verificati e siti ufficiale della stessa per essere certi che la transazione sia andata a buon fine.

Le stime parlano di circa 3 milioni di turisti coinvolti in Italia e in Europa in campagne di raggiro. Il punto critico non è una violazione diretta dei sistemi centrali di Booking.com, che sono sicuri e all’avanguardia, ma la compromissione degli account delle strutture ricettive partner del portale, e in generale delle OTA.

Quando un criminale riesce ad accedere al profilo di un hotel, può sfruttare dati autentici e canali apparentemente legittimi per colpire l’ospite nel momento più vulnerabile: pochi giorni prima della partenza, quando la paura di perdere la prenotazione spinge ad agire in fretta.

Il dettaglio reale di una prenotazione non è più una garanzia di autenticità. È questo l’elemento più pericoloso delle nuove truffe: la vittima non viene ingannata da un messaggio grossolano, ma da un contesto che sembra perfettamente coerente. Oggi il phishing non punta solo a rubare credenziali, ma a prendere il controllo della fiducia tra cliente, piattaforma e struttura ricettiva. Per questo, davanti a richieste urgenti di pagamento o verifica, l’unica risposta sicura è interrompere il flusso, non cliccare sul link ricevuto e controllare tutto direttamente dall’app o dal sito ufficiale.

La notizia è rilevante perché intercetta un comportamento ormai consolidato: prenotare viaggi, hotel e vacanze online affidandosi a piattaforme note. Ma proprio la familiarità con questi servizi può diventare un punto debole. Se il messaggio arriva nel canale giusto, con il nome dell’hotel corretto e una data reale, anche un utente attento e scrupoloso può essere portato a cliccare”.

Commento di Veronica Leonardi, Ingegnere e Board member di Cyberoo