Un ambiente ibrido semplificato e più sicuro grazie allo Zero Trust di seconda generazione

L’avvento del modello di lavoro ibrido ha cambiato radicalmente il panorama della cybersecurity. Utenti e aziende devono essere preparati a questa nuova fase ed essere consapevoli dell’impatto che la tecnologia sta avendo sulla trasformazione della società, perché rende possibile bilanciare in modo migliore lavoro e vita familiare.

Oltre a disuguaglianze, digitalizzazione e impegno per il lavoro ibrido, possiamo iniziare a diventare più consapevoli dell’importanza della sostenibilità e della conoscenza dell’impatto di tutto ciò che facciamo. Soprattutto, dobbiamo concentrarci più che mai sulla sicurezza, in un momento di incremento degli attacchi e di difficoltà affrontate dalle aziende nel controllare i rischi associati al lavoro ibrido.

La nuova realtà è che le superfici di attacco si sono ampliate, mentre gli attacchi informatici continuano a crescere in volume e sofisticazione. Per questo motivo, l’interesse per Zero Trust ha raggiunto picchi elevati negli ultimi tempi a seguito della sua sempre crescente diffusione nel settore. Ma c’è anche un’altra ragione, più convincente, che spiega l’aumento di interesse: è davvero necessario. L’approccio che prevede l’implementazione di un nuovo strumento per ogni tipo di applicazione o minaccia rende la gestione della sicurezza e della compliance troppo complessa. 

Le soluzioni Zero Trust Network Access (ZTNA) sono nate per risolvere i problemi causati dalle VPN tradizionali. Tuttavia, poiché il lavoro si svolge ormai in qualsiasi luogo, le aziende hanno cercato di ampliare la propria infrastruttura VPN. Quando non ha funzionato, sono passate rapidamente alla soluzione ZTNA 1.0, per poi scoprire che non era all’altezza delle loro aspettative, rivelandosi più pericolosa che utile a causa di diverse limitazioni critiche.  che hanno causato falle notevoli nella protezione della sicurezza, esponendo le organizzazioni a potenziali rischi significativi.