Un nuovo studio globale evidenzia il crescente divario di visibilità tra il comportamento dei dipendenti e i controlli di sicurezza adottati dalle organizzazioni

l nuovo studio globale di WatchGuard, basato su un’indagine online indipendente condotta nell’aprile 2026 su 684 dipendenti di organizzazioni PMI e mid-market (tra 50 e 500 dipendenti), conferma che il fattore umano rimane uno dei principali rischi per la sicurezza e che il comportamento dei dipendenti sta generando rischi informatici significativi e spesso invisibili per le piccole e medie imprese.

Secondo il Cybersecurity Hygiene Report 2026

  • il 64% dei dipendenti ammette di utilizzare strumenti di AI non autorizzati per svolgere il proprio lavoro
  • il 76% dei dipendenti riutilizza le password su più account
  • il 70% utilizza il Wi-Fi pubblico per attività lavorative
  • il 55% utilizza i dispositivi aziendali anche per attività personal
  • il 23% non ha mai ricevuto una formazione sulla lotta al phishing
  • il 75% ha subito un incidente di sicurezza informatica nell’ultimo anno

In questo scenario, per i fornitori di servizi di sicurezza gestiti (MSP/MSSP) si aprono importanti opportunità per aiutare le PMI a colmare le lacune nella propria “cybersecurity hygiene” prima che queste si trasformino in incidenti di sicurezza.