Vigilanza privata: i numeri del 2013

Eugenia Scambelluri

Nel 2013 nel settore della vigilanza privata sono state create 166 nuove imprese mentre sono 129 quelle che hanno cessato l’attività. I dati – elaborati dall’Osservatorio sulla sicurezza sussidiaria e complementare dell’Assiv-Confindustria in base alle rilevazioni INPS delle aziende che applicano il Ccnl del settore vigilanza privata –  indicano un aumento di nuove aziende nel 2013 rispetto alle 73 imprese nate nel 2012, mentre è rimasto più o meno stazionario il numero di aziende che hanno cessato l’attività, pari a 129 nel 2013 e a 125 nel 2012.

Fra le regioni è la Campania che ha i numeri più positivi, con 32 nuove imprese create e 15 cessate presenta il tasso di natalità più alto. Il Lazio al secondo posto registra 22 aziende nate contro 11 chiuse, seguita dalla Lombardia con 21 nuove imprese rispetto a 15 cessate. Nella graduatoria segue la Puglia con 14 nuove aziende aperte contro 11 chiuse e il Piemonte con 10 nate contro 4 cessate. Fra le altre regioni, tassi di natalità positivi per  Sardegna con 9 aziende nate contro 4 chiuse, Abruzzo con 7 nuove e 4 cessate, Trentino Alto Adige con 2 nuove e nessuna chiusa, e Liguria che con 3 nuove aziende e 2 chiuse. Tra le rimanenti, che hanno un saldo pari o negativo, emerge la Toscana con una differenza negativa di sei aziende, seguita da Sicilia e Friuli con -3 ciascuna. 

Per quanto riguarda l’occupazione,  nel 2013 si registra un numero di nuovi assunti superiore anche se di poco ai dipendenti cessati dal lavoro. In dettaglio le imprese di vigilanza privata hanno assunto 10.635 nuovi addetti, di cui 9.109 guardie giurate, 1.211 impiegati e 315 apprendisti. I nuovi contratti sono per circa due terzi a tempo determinato e per il restante terzo a tempo indeterminato. Le cessazioni dal lavoro sono invece ammontate a 10.015 unità, di cui circa 3.600 sono ascrivibili a dimissioni, 3.300 a fine contratto, 1.900 a licenziamenti, 200 a risoluzione consensuale o cambio d’appalto e 900 ad altri motivi. Le regioni col più alto numero di nuovi assunti sono Lombardia (1.872 assunzioni), Lazio (1.865), Campania (1.050), Emilia R. (859), Toscana (760) e Puglia (732). Tra le regioni che presentano un saldo positivo tra assunti e cessati al primo posto c’è la Lombardia con +399 unità, cui seguono Emilia R. con +246 unità, Toscana con +96, Sardegna +92, Friuli +57, Campania e Abruzzo con +42 unità a testa,  Liguria con +12 unità, Marche +7 e Basilicata con +6. Il saldo negativo più elevato invece è del Veneto con -96 addetti, segue il Lazio con una differenza di -94 addetti, la Sicilia con -60, la Calabria -53, l’Umbria -31.