Vigilanza privata, imprese e addetti in calo

Domenico Silvestri

La vigilanza privata inverte la rotta e nel 2010 registra un calo sia delle aziende che dei dipendenti. Nel 2010 il numero delle imprese che offrono servizi di vigilanza armata sono diminuite di oltre il 2%, scendendo a 860 unità rispetto alle 879 del 2009. Calo ancora più evidente per i dipendenti del comparto, scesi a 47.945 unità dai circa 51.000 del 2009, con una contrazione di oltre il 6%. La stessa percentuale di riduzione del 6% vale anche se si considerano solo i dipendenti con qualifica di guardia giurata, scesi da 45.817 a 43.310.

Le cifre, elaborate dall’ ASSIV, l’associazione delle imprese di vigilanza aderente a Confindustria, su dati Inps, si riferiscono alle imprese che indicano come CCNL il contratto collettivo nazionale di categoria della vigilanza privata con esclusione di cooperative e consorzi.

Dai dati emerge un quadro differenziato su base territoriale: se Roma e Milano sono le città che insieme hanno il maggior numero di guardie giurate (10.580 pari al 24,4% del totale), la Puglia resta la regione con il più alto numero di imprese di vigilanza (109) e l’unica in controtendenza nel numero degli addetti (+ 5,2%). Mentre, sempre tra le regioni, il 33,17% (14.369 unità) delle guardie giurate vengono impiegate nel Lazio e Lombardia.

Milano invece, tra le grandi città, registra il decremento maggiore di guardie giurate impiegate per la sicurezza (-424 unità pari a –10%), mentre a livello regionale il calo più sostenuto di imprese di vigilanza privata è della Campania (- 8%), Oristano è invece la provincia con meno guardie giurate (21 unità pari allo 0,04 % del dato nazionale).

I dati indicano inoltre la presenza di guardie giurate di sesso femminile, che hanno raggiunto il 5,4% del totale, e la concentrazione maggiore di vigilantes nella fascia d’età tra 35 e 44 anni (37% del totale). Riguardo la provenienza geografica, più della metà delle guardie giurate risultano nate in una regione del sud Italia (22.998 su 43.310, pari al 53,10%)

 “Il settore vive ormai da qualche tempo una situazione di crisi seria, aggravata dalla degenerazione del particolare fenomeno dei cosiddetti network di intermediazione che ha causato l’aggressione delle tariffe ponendo le condizioni per la chiusura di molte aziende – commenta Matteo Balestrero, presidente dell’ASSIVPer dare ossigeno al settore – continua Balestrerochiediamo che siano accolti i contenuti dell’avviso comune firmato dalle  OO.SS. e associazioni di categoria”. “La tendenza alla contrazione del numero d’imprese e di guardie giurate – aggiunge il segretario generale dell’Assiv Antonio Anconaè un dato negativo, che purtroppo si tradurrà in una ulteriore contrazione dei fatturati, vista la diretta relazione, tipica del nostro settore, tra numero di guardie giurate e risultati aziendali”.