Da SolarWinds a Log4j: quali conseguenze hanno oggi le vulnerabilità?

Se lo scorso anno ha insegnato qualcosa alle aziende, è che le conseguenze degli attacchi mirati e delle vulnerabilità di sicurezza sono, senza ombra di dubbio, universali. Dall’attacco alla supply chain del software SolarWinds alla vulnerabilità Apache Log4j, le aziende non hanno mai sentito in maniera così forte l’esigenza di avere un’infrastruttura di sicurezza robusta e completa, anche quando non sono necessariamente loro stesse a essere nel mirino.

Molti pensano che l’evento SolarWinds avvenuto alla fine del 2020 sia stato il principale catalizzatore per il successivo proliferare di attacchi di quinta generazione, presenti ancora oggi. Se esercitato su larga scala, questo tipo di attacco multi-vettore ha una portata praticamente illimitata, con conseguenze devastanti sulla security di aziende e entità governative di tutto il mondo. Un anno dopo, la vulnerabilità Apache Log4j ha consentito ai cyber-criminali di eseguire codice da remoto su quasi tutti i computer presi di mira per assumerne il controllo, rubare dati o persino violare il computer di un utente per ottenere criptovaluta.

Nel primo caso si è trattato di un attacco organizzato da un gruppo APT, il secondo di una vulnerabilità zero-day di cui nessuno si era accorto. Una cosa, però, questi due incidenti hanno in comune e cioè l’aumento del margine di rischio e di vulnerabilità per aziende di tutti i settori, ovunque nel mondo.

Se le aziende di tutto il mondo vogliono agire in piena sicurezza negli anni a venire, devono iniziare a considerare la cybersecurity come un problema globale e non locale, e far evolvere in questo senso le loro strategie. Solo allora potranno difendersi in un contesto di minacce che non conosce confini e non può essere fermato.